Coelum Astronomia 219 - 2018 - Page 49

Le misure di posizione erano ancora troppo poche per poter ipotizzare una qualsiasi orbita. Nei giorni successivi sono arrivate altre osservazioni e finalmente anche le misure ottenute da Paolo Bacci e Martina Maestripieri vengono inserite: sono le prime dopo quelle degli scopritori, ovvero hanno confermato l'esistenza dell'oggetto.

La vera sorpresa arriva il 25 ottobre quando esce la pubblicazione ufficiale del MPC con circolare MPEC 2017-U181: COMET C/2017 U1 (PANSTARRS), dove viene annunciata la scoperta della Cometa C/2017 U1 e nella quale vi è riportato il seguente comunicato:

"Further observations of this object are very much desired. Unless there are serious problems with much of the astrometry listed below, strongly hyperbolic orbits are the only viable solutions. Although it is probably not too sensible to compute meaningful original and future barycentric orbits, given the very short arc of observations, the orbit below has e ~ 1.2 for both values. If further observations confirm the unusual nature of this orbit, this object may be the first clear case of an interstellar comet”.

“Ulteriori osservazioni di questo oggetto sono fortemente auspicabili. Se non ci sono seri problemi con le informazioni astrometriche qui presenti, orbite fortemente iperboliche sono le uniche soluzioni accettabili. Sebbene probabilmente non sia troppo ragionevole calcolare le orbite baricentriche originali e future significative, dato l'arco di osservazioni molto breve, l'orbita sottostante ha e ~ 1.2 per entrambi i valori. Se ulteriori osservazioni confermeranno l’inusuale natura di questa orbita, questo oggetto potrebbe essere il primo chiaro caso di una cometa interstellare”.

Vengono dunque richieste ulteriori osservazioni dell’oggetto, ma se l'orbita determinata fosse quella risultante attualmente, questa sarebbe la prima cometa interstellare scoperta!

E come in uno dei più classici libri gialli arriva il colpo di scena: alle ore 22:22 UT del 25 ottobre 2017 esce la circolare MPEC 2017-U183 nella quale si riporta che dalle osservazioni effettuate con il telescopio VLT (Very Large Telescope) risulta che “object appears completely stellar” cioè il corpo celeste non mostra attività cometaria, pertanto viene cambiata la denominazione da C/2017 U1 a A/2017 U1. Non si tratta quindi di una cometa ma di un asteroide interstellare.

Nel frattempo dall'Osservatorio della Montagna Pistoiese viene osservato di nuovo l'oggetto: dalle effemeridi la sua magnitudine prevista era di +20,6, ma viene invece ritrovato con una magnitudine di circa +21,5 e le misure di posizione confermano un'orbita iperbolica, con una velocità di fuga di circa 25,0 km/s rispetto al Sole.

I principali telescopi vengono puntati sull'oggetto per ottenere maggiori informazioni, Masiero utilizzando il telescopio di Monte Palomar da 5 m riesce a ottenere uno spettro di A/2017 U1, mostrando uno spostamento verso il rosso, caratteristica degli oggetti della Fascia di Kuiper.

La notte del 26 ottobre dall'Osservatorio Schiaparelli di Varese l'astrofilo Luca Buzzi utilizzando il telescopio da 0,84 m misura l'asteroide A/2017 U1 quando ormai si stava allontanando con una magnitudine di +21,4 contribuendo a migliorare le conoscenze sull'orbita.

Determinata l’origine interstellare dell’oggetto la IAU ha ribattezzato l’oggetto con la sigla 1I/2017 U1 ‘Oumuamua ed è il primo asteroide nella

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