Coelum Astronomia 219 - 2018 - Page 46

Coelum Astronomia

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Oggetti artificiali nello spazio profondo

Sopra. Il terzo stadio di un razzo Saturno V come quello scoperto nel 2002 in un’orbita simile a quella della Terra.

Sebbene ipotizzati da decenni, 1I/2017 U1 ('Oumuamua) costituisce la prima inconfutabile prova dell'esistenza di oggetti interstellari che, molto probabilmente, fanno visita continuamente al nostro Sistema Solare. Esso costituisce una grande scoperta per la comunità scientifica e astronomica internazionale e apre un nuovo capitolo della ricerca di oggetti celesti. Oggetti di questa natura forniscono inoltre la possibilità di studiare i processi di formazione dei sistemi solari differenti dal nostro e capire effettivamente quanto il nostro sia – o meno – un caso speciale.

Abbiamo appena ricevuto la visita di un ospite interstellare, un messaggero che ci informa dell'esistenza di una schiera di nuovi oggetti là fuori pronti a farsi conoscere e ad incontrarci: è il cosmo che ci viene a far visita e ora sta a noi tenere gli occhi aperti.

Se guardiamo al passato, è già capitato di osservare un oggetto artificiale nello spazio profondo. Nel 2002 gli astronomi notarono un piccolo oggetto rotante in un’orbita inusuale simile a quella della Terra. Le osservazioni spettroscopiche rivelarono la compatibilità della sua composizione con l'alluminio e l'ossido di titanio. Una sonda aliena dunque? No, l’oggetto si è infine rivelato essere il terzo stadio di un razzo Saturno V, molto probabilmente della missione Apollo 12 e l’ossido di titanio rilevato apparteneva alla vernice del famoso "bianco e nero" che caratterizzava il grande razzo. In sostanza, gli oggetti artificiali tendono a rivelare la loro natura in maniera chiara se studiati con la dovuta attenzione. È vero anche che l'analisi dell’orbita dell’oggetto osservato nel 2002 ha fornito un indizio decisivo quando si lavorava alla sua identificazione. Tuttavia, anche tenendo conto che un oggetto viaggiante nello spazio interstellare per milioni di anni possa essere alterato dalle radiazioni e dagli impatti da micro meteoroidi, non sono emersi indizi di alcun genere a sostegno dell'ipotesi della natura artificiale di ‘Oumuamua.

di Massimo Orgiazzi - AstronautiNEWS