Coelum Astronomia 219 - 2018 - Page 40

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Coelum Astronomia

Sole e dalla Terra, nel suo cammino rivolto nuovamente verso lo spazio interstellare.

La sorpresa più rilevante è stata sicuramente quella derivante dal calcolo dell'orbita. I dati erano chiari, l'orbita risultava iperbolica con un'eccentricità pari a 1,20: tutte le orbite con eccentricità maggiore di 1 indicano una forma iperbolica e quindi una traiettoria che non porta l'oggetto a transitare periodicamente attorno al Sole. 'Oumuamua non era quindi originario del Sistema Solare ma si trattava di un oggetto interstellare!

I calcoli mostravano che, approssimativamente, l'origine era situata nella direzione della stella Vega, nella costellazione della Lira. Tuttavia, considerando i lunghissimi tempi di percorrenza per giungere nel Sistema Solare, Vega non può essere la reale origine dell'asteroide, visto che non si trovava in quella posizione quando l'oggetto ha iniziato il suo cammino. 'Oumuamua potrebbe quindi aver vagato per la Via Lattea, senza essere legato a nessun sistema stellare, per centinaia di milioni di anni prima di aver casualmente incontrato il Sistema Solare.

Come ben sappiamo esiste un nutrito gruppo di telescopi automatizzati che scandagliano continuamente il cielo alla ricerca di oggetti vicini (NEO) e potenzialmente pericolosi per la Terra. Ebbene la categoria degli asteroidi interstellari potrebbe costituire una nuova sfida per tale ricerca. Come abbiamo visto, quando l'asteroide è stato avvistato esso aveva già oltrepassato il perielio e si trovava vicino alla Terra – sfrecciando, il 14 ottobre, a poco più di 24 milioni di chilometri da essa. Certamente si è trattato di una distanza notevole, ma la capacità di individuare oggetti di questo tipo con un discreto anticipo risulterà sempre più importante e non solo per una questione di sicurezza, ma anche e soprattutto per le possibilità uniche di studio che questi oggetti offrono. È lecito presumere che esistano numerosi oggetti interstellari nei paraggi del Sole e che passaggi simili avvengano di frequente, ma proprio per le loro dimensioni e il poco tempo a disposizione per intercettarli si tratta di imbattersi nel classico “ago nel pagliaio”, motivo per cui finora sono sempre sfuggiti alle osservazioni: certamente i grandi telescopi di nuova generazione, come l'europeo E-ELT, permetteranno di far più luce sulla questione.

NEO e Asteroidi Interstellari

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