Coelum Astronomia 219 - 2018 - Page 38

L'oggetto individuato dal telescopio robotico Pan-STARRS aveva un'orbita fortemente inclinata (i = 123°) rispetto al piano dell'eclittica (il piano su cui orbitano i pianeti del Sistema Solare): quando è stato scoperto, aveva già superato il punto di massimo avvicinamento al Sole (avvenuto il 9 settembre 2017 alle 11:20 UT, entro l'orbita di Mercurio a una distanza di circa 0,255 UA dalla nostra stella) mentre il 14 ottobre alle 17:51 UT aveva raggiunto il punto di minima distanza dalla Terra (a 24 milioni di chilometri, circa 60 volte la distanza tra la Terra e la Luna). Poiché l'oggetto si muoveva a grandissima velocità (26,33 km/s relativamente al Sole nello spazio interstellare, accelerato fino a 87,71 km/s – poco più di 315.000

km/h – al perielio), per non rischiare di perdere l'occasione di studiarlo, si rese necessario muoversi velocemente e mettere in campo con prontezza i mezzi necessari a compiere le osservazioni.

Il VLT (Very Large Telescope) dell’ESO è stato quindi messo subito in azione per misurarne, come prima cosa, l’orbita e poi anche la luminosità e gli altri parametri fisici. La rapidità era fondamentale perché 'Oumuamua stava repentinamente svanendo alla vista (la sua magnitudine era già oltre +20) allontanandosi dal

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Il Calcolo dell'Orbita

Sopra. Il diagramma mostra l'orbita dell'asteroide interstellare 'Oumuamua mentre attraversa il Sistema Solare. Diversamente dagli altri asteroidi e comete osservati finora, questo corpo celeste non è legato gravitazionalmente al Sole. Proviene dallo spazio interstellare e là ritornerà dopo questo breve incontro con il nostro sistema. L'orbita iperbolica è molto inclinata e l'asteroide non sembra essere passato vicino a nessun altro corpo del Sistema Solare prima di arrivare vicino alla Terra. Crediti: ESO/K. Meech et al.

«Dovevamo muoverci in fretta», spiega il membro dell’equipe Olivier Hainaut dell’ESO a Garching, in Germania. «'Oumuamua aveva già oltrepassato il suo punto di avvicinamento al Sole e stava tornando verso lo spazio interstellare».