Coelum Astronomia 219 - 2018 - Page 36

Tutto è iniziato il 19 ottobre 2017, quando Robert Weryk (University of Hawaii) ha osservato un puntino luminoso molto flebile nelle immagini raccolte dal telescopio Pan-STARRS 1 (Panoramic Survey Telescope and Rapid Response System), sull'isola di Maui nelle Hawaii. Inizialmente si è pensato a un asteroide o a una cometa proveniente dalle regioni esterne del nostro Sistema Solare, ma, con il passare del tempo, gli astronomi si sono resi conto che, in realtà, avevano davanti agli occhi qualcosa di diverso dal solito, qualcosa di nuovo

Prima di tutto l'oggetto, avvicinandosi al Sole, non aveva emesso alcuna

chioma di polveri o gas e non poteva

essere dunque

una cometa. Ma la sorpresa più grande è giunta dal calcolo della sua orbita.

La Scoperta

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Coelum Astronomia

Avete presente quelle epiche scene, ormai entrate di diritto nella storia del cinema, del film "2011: Odissea nello Spazio" in cui un passaggio epocale è contraddistinto dall'apparizione del misterioso monolito nero? Ebbene, il nostro Sistema Solare, lo scorso settembre, è stato visitato da qualcosa di molto simile per forma ed enigmaticità, un "visitatore interstellare" proveniente dalle sconfinate profondità cosmiche... Forse non sarà il segno di un momento di passaggio rivoluzionario, come capita nella pellicola del grande Stanley Kubrick, ma di certo la scoperta di questo particolarissimo oggetto ha comportato una sicura novità nel parco di oggetti cosmici ora conosciuti.

Il suo nome è, in lingua hawaiana, 'Oumuamua (con l'apostrofo iniziale) ed è stato catalogato dalla IAU (International Astronomical Union) con il codice 1I/2017 U1: una sigla che, come si vede, inizia con il numero 1, a indicare la scoperta del primo "asteroide interstellare", un oggetto davvero degno della fantascienza di Arthur C. Clarke. Ma cos’è veramente 1I/2017 U1 (’Oumuamua)? E da dove proviene?

Molte sono le domande e, fortunatamente, gli studiosi hanno potuto fornire alcune delle risposte. Andiamo quindi a ripercorrere i fatti e a scoprire i risultati degli studi fin qui condotti.

«Per decenni abbiamo teorizzato l'esistenza di oggetti interstellari là fuori e ora, per la prima volta, abbiamo una prova evidente della loro esistenza. Questo evento storico apre una finestra per

nuovi studi sulla formazione dei sistemi solari al di

fuori del nostro» Thomas Zurbuchen, Amministratore Associato per la direzione delle Missioni Scientifiche della NASA.

Tutto è iniziato il 19 ottobre 2017, quando Robert Weryk (University of Hawaii) ha osservato un puntino luminoso molto flebile nelle immagini raccolte dal telescopio Pan-STARRS 1 (Panoramic Survey Telescope and Rapid Response System), sull'isola di Maui nelle Hawaii. Inizialmente si è pensato a un asteroide o a una cometa proveniente dalle regioni esterne del nostro Sistema Solare, ma, con il passare del tempo, gli astronomi si sono resi conto che, in realtà, avevano davanti agli occhi qualcosa di diverso dal solito, qualcosa di nuovo. Prima di tutto l'oggetto, avvicinandosi al Sole, non aveva emesso alcuna

chioma di polveri o gas e non poteva essere

dunque una cometa. Ma la sorpresa più grande è giunta dal calcolo della sua orbita.

La Scoperta

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«Per decenni abbiamo teorizzato l'esistenza di oggetti interstellari là fuori e ora, per la prima volta, abbiamo una prova evidente della loro esistenza. Questo evento storico apre una finestra per nuovi studi sulla formazione dei sistemi solari al di fuori del nostro» Thomas Zurbuchen, Amministratore Associato per la direzione delle Missioni Scientifiche della NASA.

Sopra. Robert Weryk