Coelum Astronomia 219 - 2018 - Page 31

Anche il solo colore delle formazioni rocciose lascia intendere la loro originalità. Confrontando le immagini riprese al livello del suolo con quelle riprese dall’orbita si nota una leggera diversità cromatica, apparendo più blu dall’orbita. Inoltre tutti gli strumenti sono in uso, la ChemCam, lo spettrometro APXS, il Mars Hand Lens Imager vengono puntati su una serie di bersagli a ripetizione. Nel giro di tre Sol i target studiati sono almeno 4 e per distinguerli il team scientifico li ha chiamati “Canna”, Aberfoyle”, “Unst” e “Funzie”. Ma le attività proseguono e mentre si punta già un altro bersaglio chiamato “Morar”, si eseguono le integrazioni notturne con l’Alpha Particle X-Ray Spectrometer e le telecamere principali sono di vedetta per studiare eventuali dust devil che si formano nelle vicinanze.

Il lavoro prosegue a ritmo serrato e i dati giungono a Terra a flusso continuo.

SpaceX si tinge di giallo

L'8 gennaio è partito da Cape Canaveral un vettore Falcon 9 con un payload USA segretissimo chiamato Zuma. Tutte le fasi del lancio pare si siano svolte secondo programma, compreso il rientro e atterraggio del primo stadio sulla Landing Zone 1 del poligono della Florida, ma voci incontrollate hanno diffuso la notizia che il satellite non sarebbe nella sua orbita, ma potrebbe essere rientrato per un problema al secondo stadio del Falcon.

Questa notizia è stata smentita da SpaceX mentre il buon esito della missione è stato confermato da Osservatori privati che hanno visto e documentato il rientro del secondo stadio nei cieli africani, esattamente dove si sarebbe dovuto trovare il secondo stadio per una missione con una destinazione del payload su quote intorno ai 900 km.

Un’altra interpretazione dice che al lancio abbia partecipato anche la Northrop Grumman, con un suo adattatore per l’installazione del satellite sul secondo stadio. Nel momento del distacco però, questo adattatore potrebbe non aver funzionato impedendo di fatto la separazione e quindi causando un rientro di Zuma con il secondo stadio stesso. In questo caso il malfunzionamento sarebbe dell’adattatore Northrop Grumman lasciando il perfetto funzionamento al vettore di SpaceX.

Crediti: SpaceX.

www.coelum.com

31