Coelum Astronomia 219 - 2018 - Page 29

Opportunity – Marte, Sol 4969 (15 gennaio 2018).

Il MER-B prosegue l’esplorazione della “Perseverance Valley” posta sul bordo occidentale del cratere Endeavour.

Quattordici anni su Marte non sono sicuramente uno scherzo e Opportunity ci ha dimostrato che un buon progetto e un’ottima realizzazione possono dare risultati incredibili. Come ripetuto diverse volte, il rover è giunto sul Pianeta Rosso per fare una missione di 90 giorni, ma mancano ormai pochi sol a un impensabile traguardo, 5.000 sol su Marte, obiettivo che nessuno avrebbe mai potuto immaginare quando 14 anni fa la missione operativa iniziava dopo aver compiuto un atterraggio praticamente perfetto.

Oppy ha raggiunto la biforcazione della vallata che studiava già un mesetto fa e il team di piloti ha deciso per il percorso che punta più a nord, imboccando quella direzione.

Nel frattempo, visto che le batterie di bordo iniziano ad avere dei sintomi di invecchiamento, è giunto il momento di utilizzare un dispositivo ancora mai utilizzato: lo Zero Degree Heater (ZDH) che si deve occupare di tenere in temperatura proprio le batterie per ottimizzarne le condizioni di funzionamento. Il primo test, rigorosamente manuale per evitare che malfunzionamenti ai termostati possano compromettere l’integrità del veicolo, è avvenuto nella mattinata del Sol 4964 (il 10 gennaio scorso) ed è stato un pieno successo. D’ora in poi, i pacchi batterie di Oppy non avranno più problemi con il freddo ambiente marziano e potranno così dare ancora il loro meglio nonostante l’età avanzata.

Al Sol 4964 (10 gennaio 2018), l’energia generata dai pannelli solari è stata di 426 Wh con

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Mars Exploration Rover

Crediti: NASA/JPL.

Mars Science Laboratory

CuriosityMarte, Sol 1846 (15 ottobre 2017).

Il grande rover sta salendo lungo le pendici del Monte Sharp, una formazione rocciosa alta 4800 metri posta al centro del cratere Gale, dove è atterrato oltre cinque anni fa.

Fra i compiti di Curiosity c’è anche lo studio degli effetti delle radiazioni solari che giungono sulla superficie del pianeta rosso e quale occasione migliore di una potente tempesta solare? L’11 settembre scorso una violenta eruzione solare ha investito il nostro sistema planetario con una quantità enorme di particelle cariche. Anche su Marte le sonde orbitali hanno rilevato aurore di intensità decine di volte superiore alla normale attività della nostra stella, mentre MSL con il suo strumento Radiation Assessment Detector (RAD) ha monitorato la situazione dalla superficie.

Questi dati sono di estrema importanza perché possono dare preziose informazioni sull’abitabilità della superficie stessa e soprattutto possono dare una prima idea della protezione necessaria per far sì che gli uomini possano un giorno abitare Marte.

Intanto il lavoro prosegue.

Sotto. Cratere Gale. Crediti: NASA.

Addio a John Young

Il 5 gennaio scorso a Houston, all’età di 87 anni, ci ha lasciato John Young, uno dei simboli della conquista spaziale. Gemini 3, Gemini 10, Apollo 10, Apollo 16, STS-1 e STS-9, è stato sei volte nello spazio e oltre ad aver camminato sulla Luna aveva molti record al suo attivo. Solo per citarne alcuni: prima missione Gemini con equipaggio, prima missione dello Space Shuttle, record di velocità durante un rientro e molti altri.

Come dicevo, un simbolo di quell’epopea che ha tenuto il mondo intero con il fiato sospeso e che noi appassionati non vediamo l’ora possa riprendere con nuove generazioni ispirate da questi pionieri che hanno passato la vita intera al servizio della scienza e della tecnologia.

Godspeed John Young.

Per ulteriori informazioni vedi la news su Coelum Astronomia.

Crediti: NASA.