Coelum Astronomia 219 - 2018 - Page 25

In questi giorni ha suscitato grande scalpore e le proteste di molti l'accensione, avvenuta il 15 gennaio scorso, di "Ramses II" presso Porto Marghera, nel Comune di Venezia. Si tratta di un maxi-faro allo xenon che illumina il cielo di Marghera, con ben 72mila watt di potenza, una potenza in grado di scagliare un fascio luminoso verso il cielo, una lama di luce visibile da decine di chilometri di distanza. La grande colonna di luce è stata predisposta per celebrare i 100 anni storia del polo industriale veneziano, similmente a come è stato fatto nella città di New York, per ricordare il disastro delle Torri Gemelle.

Ovviamente l'iniziativa è stata vista molto negativamente da parte delle associazioni astrofile limitrofe per via dell'ovvio impatto ambientale e inquinamento luminoso che il faro comporta, sollevando numerose proteste, ma non solo: anche ARPAV (Azienda Regionale Prevenzione e Protezione Ambientale Veneto) e l'Associazione VenetoStellato hanno fatto sentire la loro voce, considerando inoltre che esiste una legge regionale veneta che vieta espressamente tali operazioni.

L’area di porto Marghera è già riconosciuta, anche dall’Osservatorio Regionale sull’Inquinamento Luminoso, come l’area a maggior impatto nel territorio della Regione Veneto, essendo già responsabile di una grossa percentuale dell’inquinamento luminoso nell'area veneziana.

Eppure, come sostengono gli astrofili, molti potevano essere i modi per festeggiare in modo degno il prestigioso anniversario del polo industriale

Inquinamento Luminoso

Ramses II:

un faraonico

maxi-faro si accende a Porto Marghera

di Redazione Coelum Astronomia

Ecco Ramses II, il potentissimo faro allo xenon predisposto per festeggiare il centenario di Porto Marghera (VE). Il fascio luminoso, come una lama di luce, taglia il cielo e risulta visibile da decine di chilometri di distanza. Possiamo vederlo qui in questa foto del Gruppo Astrofili Veneti: una spada di luce che taglia in due la spada del grande Cacciatore Orione. Crediti: AstrofiliVeneti/Mason P.

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