Coelum Astronomia 219 - 2018 - Page 21

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Rappresentazione artistica degli otto pianeti del sistema della stella (si intravede a sinistra) Kepler-90. L’ultimo scoperto, Kepler-90i, è il terzo più vicino alla stella. Crediti: Nasa/Wendy Stenzel

un secondo studio pubblicato sempre sullo stesso numero del Geophysical Research Letters, perché indica che i mari e i laghi vicini tra loro sono in qualche modo comunicanti e che nel sottosuolo della luna esiste quindi un’importante riserva di idrocarburi liquidi. Gli idrocarburi sembrano infatti scorrere sotto la superficie di Titano in modo del tutto simile a come l’acqua scorre attraverso la roccia porosa e le falde acquifere qui sulla Terra.

Il risultato finale di questo secondo studio però solleva anche un nuovo mistero. I ricercatori hanno infatti anche scoperto che la stragrande maggioranza dei laghi di Titano si trova in depressioni isolate, con bordi spioventi: «sembrano letteralmente come se avessi preso una formina per biscotti e avessi fatto dei buchi nella superficie di Titano», spiega Alex Hayes, uno degli autori dello studio (Cornell University). I laghi appaiono quindi circondati da alte creste, alte in alcuni punti anche centinaia di metri.

I laghi sembrano essersi formati attraverso a un meccanismo simile al carsismo sulla Terra, in cui la roccia sul fondo viene dissolta dal liquido che contiene e collassa, formando buchi sul terreno. I laghi di Titano, come il carso terrestre, sono topograficamente chiusi, senza canali di afflusso o deflusso, solo che, a differenza di questi laghi alieni, quelli terrestri non hanno bordi così ripidi e rialzati.

Questa forma peculiare indica quindi un processo in cui i confini dei laghi si espandono di una quantità costante nel tempo. Il più grande lago nel sud della luna, ad esempio, sembra essere in realtà una serie di laghi più piccoli che si sono man mano allargati e uniti in un’unica grande formazione.

Ma se questi bacini si allargano man mano, «significa che si stanno distruggendo e ricreando i bordi per tutto il tempo e che i bordi si stanno muovendo verso l’esterno? Comprendere questi fatti è a mio parere la chiave di volta per comprendere l’evoluzione dei bacini polari su Titano», conclude Hayes.

E il cielo di questa luna?

Sappiamo che su Titano il clima è vario come quello terrestre, cambi repentini, piogge improvvise che riforniscono i laghi e i mari della luna e nuvole ad alta quota. L'immagine in basso, proveniente sempre dalla sonda Cassini, ci mostra proprio questo: singoli strati di foschia nell’alta atmosfera di Titano, una atmosfera dalla chimica ricca e complessa, che ha origine da metano e azoto e si evolve in molecole complesse, formando infine lo “smog” che circonda la luna.

Per saperne di più sulla missione Cassini potete leggere il nostro speciale che ripercorre tutte le principali tappe della missione proprio attraverso le straordinarie immagini che ci ha inviato, o rivivere il Grand Finale su Coelum Astronomia 215.

Sopra. Questa immagine dell'atmosfera di Titano a colori naturali è stata presa in luce visibile con la fotocamera grandangolare a bordo della sonda Cassini, il 31 marzo 2005, a una distanza di circa 33 mila chilometri dalla superficie della luna. L'inquadratura guarda verso la regione polare nord sul lato in ombra della luna. Parte della mezzaluna illuminata dal Sole è visibile sulla destra. Crediti: NASA/JPL-Caltech/Space Science Institute.

Nella pagina accanto. Il Ligeia Mare di Titano, mostrato qui in un'immagine ottenuta dai dati della sonda Cassini, è il secondo più grande mare della Luna. Formato da idrocarburi, come etano e metano, è uno dei molti mari e laghi che ornano la regione polare nord di Titano. Crediti: NASA/JPL-Caltech/ASI/Cornell.