Coelum Astronomia 219 - 2018 - Page 16

Coelum Astronomia

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La Stella tradisce

il Buco Nero

di Redazione Coelum Astronomia

Usando lo strumento MUSE dell’ESO installato sul telescopio VLT (Very Large Telescope) in Cile, è stato possibile individuare una stella all’interno dell’ammasso stellare NGC 3201 che si comporta in modo bizzarro. Sembra infatti orbitare attorno a un buco nero invisibile di massa pari a circa 4 volte la massa del Sole. Si tratterebbe del primo buco nero di massa stellare inattivo, all’interno di un ammasso globulare, individuato in modo diretto grazie alla sua attrazione gravitazionale.

Gli ammassi globulari sono enormi sfere di decine di migliaia di stelle che orbitano nella maggior parte delle galassie. Sono tra i sistemi stellari più antichi dell’Universo e risalgono a un’epoca vicina all’inizio della crescita ed evoluzione delle galassie. All’interno della Via Lattea se ne conoscono più di 150.

Un ammasso particolare, NGC 3201, che si trova nella costellazione australe della Vela, è stato studiato con lo strumento MUSE installato sul VLT (Very Large Telescope) dell’ESO in Cile. Un gruppo internazionale di astronomi ha scoperto che una delle stelle in NGC 3201 si comporta in modo strano – viene lanciata avanti e indietro a velocità di parecchie centinaia di migliaia di chilometri all’ora, con un andamento che si ripete ogni 167 giorni. Lo studio infatti include l’analisi della “velocità radiale” delle singole stelle – la velocità con cui si avvicinano e si allontanano dalla Terra, lungo la linea di vista dell’osservatore. Usando le misure di velocità radiale si possono quindi determinare le orbite delle stelle, oltre alle proprietà di qualsiasi oggetto massiccio intorno a cui orbitino. Ed è così che è stata determinata la massa dell’oggetto:

«Era in orbita intorno a qualcosa di completamente invisibile, con una massa superiore a quattro volte quella del Sole – poteva essere solo un buco nero! Il primo trovato all’interno di un ammasso globulare direttamente osservando la sua attrazione gravitazionale» è quanto dichiarato dal primo autore Benjamin Giesers (Georg-August-Universität Göttingen, Germania).

La relazione tra buchi neri e ammassi globulari è importante ma ancora misteriosa. A causa della grande massa e dell’avanzata età, è quasi naturale ipotizzare che questi ammassi possano aver prodotto un grande numero di buchi neri di massa stellare. Buchi neri di queste dimensioni, si formano quando le stelle massicce muoiono, collassando sotto la propria gravità e esplodendo come potenti ipernove. Quel che rimane è un buco nero che contiene la maggior parte dalla stella originaria, che va da poche volte a diverse