Coelum Astronomia 219 - 2018 - Page 159

Proviamo allora a immaginare lo scenario che si presenterebbe ai nostri occhi stando su un ipotetico pianeta situato a 1 UA dalla coppia di astri giganti dominanti il sistema multiplo di Capella. Nello sfortunato caso in cui non fosse presente una densissima atmosfera a schermare l’enorme quantità di luce irradiata dai due astri giganti, di giorno dovremmo essere in qualche modo attrezzati a resistere al calore del paesaggio

attorno a noi, sicuramente accecante. Alla massima distanza tra loro, le due sfolgoranti stelle si allontanerebbero quanto Venere alla massima

elongazione dal Sole, l’uno a seguito l’altro nella

stessa posizione dopo circa un’ora. Lo spettacolo notturno, forse breve a causa del lunghissimo e intenso crepuscolo, sarebbe altrettanto fantascientifico: due astri di colore spiccatamente rossastro si distinguerebbero nettamente tra tutti

gli altri di fondo, vicinissimi tra loro e luminosi come le nostre Sirio e Regolo. Nel cielo stellato visibile da questo incredibile sistema quadruplo, nell’ancora riconoscibile coda dello Scorpione – costellazione che da Capella sarebbe ancora visibile così come noi la conosciamo, pur già deformata dalla diversa proiezione delle diverse distanze stellari – faremmo non poca difficoltà a identificare una debole stella di quinta grandezza il cui giallognolo raggio di luce è partito 43 anni prima: il nostro Sole.

www.coelum.com

159

A sinistra. Una simulazione artistica dell’aspetto del panorama godibile da un ipotetico pianeta posto in orbita attorno a Capella. Elaborazione di un’immagine NASA/JPL.

luminosità combinata non è che solo l'1% di quella solare!

Quindi, non solo il punto luminoso comunemente chiamato “Capella” deriva da quattro stelle, ma tale quadruplo sistema è uno dei più interessanti che si conoscano, con due coppie diverse tra loro, due astri giganti e due davvero minuti.

Tra le due nane rosse, pur piccole, c’è comunque una differenza, studi recenti definiscono Capella Ha come la più luminosa: pur di tipo spettrale M2,5 (3.700 K), splende infatti di magnitudine +9,53 a causa dei valori di massa e raggio maggiori, pari a poco più di metà dei corrispettivi solari; la luminosità apparente di Capella Hb è dipoco più debole, con stime sulla magnitudine apparente compresa fra +12 e +13,7 e massa compresa tra 0,13 e 0,19 volte il Sole, una stella così minuta dalla luminosità intrinseca pari a solo lo 0,05% di quella solare!

Come apparirebbe Capella vista da un pianeta vicino?

Proviamo allora a immaginare lo scenario che si presenterebbe ai nostri occhi stando su un ipotetico pianeta situato a 1 UA dalla coppia di astri giganti dominanti il sistema multiplo di Capella. Nello sfortunato caso in cui non fosse presente una densissima atmosfera a schermare l’enorme quantità di luce irradiata dai due astri giganti, di giorno dovremmo essere in qualche modo attrezzati a resistere al calore del paesaggio attorno a noi, sicuramente accecante. Alla massima distanza tra loro, le due sfolgoranti stelle si allontanerebbero quanto Venere alla massima

elongazione dal Sole, l’uno a seguito l’altro nella

stessa posizione dopo circa un’ora. Lo spettacolo notturno, forse breve a causa del lunghissimo e intenso crepuscolo, sarebbe altrettanto fantascientifico: due astri di colore spiccatamente rossastro si distinguerebbero nettamente tra tutti gli altri di fondo, vicinissimi tra loro e luminosi come le nostre Sirio e Regolo. Nel cielo stellato visibile da questo incredibile sistema quadruplo, nell’ancora riconoscibile coda dello Scorpione – costellazione che da Capella sarebbe ancora visibile così come noi la conosciamo, pur già

deformata dalla diversa proiezione delle diverse distanze stellari – faremmo non poca difficoltà a identificare una debole stella di quinta grandezza il cui giallognolo raggio di luce è partito 43 anni prima: il nostro Sole.

tra le due, anche se di poco, la più massiccia e quindi la più veloce ad evolversi.

Come previsto, la più evoluta Capella Aa è anche quella che ruota più lentamente su se stessa, (avendo un periodo inferiore a 220 giorni), contrariamente alla più elevata velocità di rotazione di Capella Ab, che impiega meno di 11 giorni a compiere una rotazione; quest’ultima, probabilmente a causa della sua elevata velocità, è magneticamente attiva, forse responsabile dell’abbondante emissione di raggi X rilevata.