Coelum Astronomia 219 - 2018 - Page 158

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Emissioni X provenienti da Capella

tra le due, anche se di poco, la più massiccia e quindi la più veloce ad evolversi.

Come previsto, la più evoluta Capella Aa è anche quella che ruota più lentamente su se stessa, (avendo un periodo inferiore a 220 giorni), contrariamente alla più elevata velocità di rotazione di Capella Ab, che impiega meno di 11 giorni a compiere una rotazione; quest’ultima, probabilmente a causa della sua elevata velocità, è magneticamente attiva, forse responsabile dell’abbondante emissione di raggi X rilevata.

Il 20 settembre 1962 e il 15 marzo 1963 due razzi di tipo Aerobee-Hi, lanciati per lo studio del cielo nei raggi X rilevarono una fonte all'ascensione retta 05h 09m e alla declinazione +46: anche se le coordinate celesti erano quelle della luminosa stella dell’Auriga, vi era un certo grado di incertezza nell’identificazione della controparte ottica della sorgente. L’identificazione certa arrivò un anno più tardi, allorché un sensore montato su un altro razzo captò per 133 secondi una certa radiazione X proveniente da Capella con un'energia di 0,2-1,6 keV, con la luminosità X rilevata era 10 mila volte superiore a quella solare in questa lunghezza d'onda.

Oltre ad essere, quindi, una coppia di stelle giganti tra le più interessanti del cielo, Capella detiene il record nell’essere stata la prima stella identificata come sorgente X.

Nel caso di stelle giganti come tale coppia, i raggi X sono originati all'interno di corone stabili e non da fenomeni violenti come i flare. Il picco di emissione della radiazione X corrisponde ad una temperatura del plasma di 6-8 milioni di K, anche se un certo contributo è presente sia a temperature inferiori (particolarmente significativo quello a 2 milioni di K) sia a temperature di gran lunga maggiori (fino a 30 milioni di K). È stato ipotizzato che queste differenze corrispondano alle diverse temperature possedute dagli anelli di plasma magneticamente confinati che formano la corona delle due componenti principali di Capella; gli studi dimostrano che in questo range di temperature è Capella Aa a contribuire in maggior misura al flusso totale di raggi X, sebbene a temperature superiori ai 10 milioni di K diventi importante anche il contributo di Capella Ab.

Capella H

Ma l’interesse del sistema di Capella non si ferma qui: anche un telescopio di modeste dimensioni sarà in grado di mostrare, 12' a sud della luminosa stella, la presenza di un debole astro dalla colorazione decisamente rossa, poco più luminoso dell’undicesima grandezza. Da studi effettuati nel 1914, l’astronomo finlandese Ragnar Furuhjelm si accorse che tale stella mostrava le stesse caratteristiche del moto spaziale della coppia principale, allora già nota: questa, in apparenza staccata di molto, era con ogni probabilità legata da vincoli gravitazionali. Dal momento in cui alle numerose (!) componenti del tutto visuali vennero assegnate le lettere da C a G, questa nana rossa è universalmente nota come Capella H.

Come se le sorprese non fossero giunte alla fine, nel 1936 l’astronomo americano Carl Leo Stearns scoprì la natura binaria anche di questa debole stella, confermata nel corso dello stesso anno da Gerard Kuiper. La coppia è formata da due piccole nane rosse che si ritiene siano distanti almeno 11 mila unità astronomiche dai due astri giganti!

Sebbene Capella Ha/Hb, da quando fu osservata per la prima volta, abbia compiuto pressappoco meno di un terzo della mutua orbita, si ritiene che le due stelle orbitino intorno al baricentro comune in 300 anni e che il semiasse maggiore dell'orbita sia pari a 45 UA, ovvero 6,7 miliardi di chilometri. Il raggio di Capella Ha e Hb è rispettivamente metà e un quarto di quello del Sole e la loro stessa