Coelum Astronomia 219 - 2018 - Page 153

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Struttura e Visibilità

A chi possieda una certa familiarità con i cambiamenti annuali della volta celeste, è ben noto come alla levata della lunga scia di stelle che delineano la costellazione di Perseo, nel cielo di nordest, segua quello di Capella. Risultando, questa, circumpolare già dall'Italia settentrionale, non sarà quindi difficile notarla sfiorare l'orizzonte settentrionale durante le afose serate estive, esattamente al di sotto di Polaris, nel momento in cui la testa del Drago culmina allo zenit.

È esperienza comune, all'osservazione del cielo stellato, rilevare facilmente delle figure geometriche (specie laddove vi è la presenza di stelle particolarmente luminose) come, ad esempio, i vari “triangoli” stagionali: ebbene, nel giro di circa 2 ore a partire dal suo elevarsi sull’orizzonte, Capella trascina dietro se altre

quattro luminose stelle con le quali delinea un grande pentagono celeste sulla cui individuazione è impossibile sbagliarsi. A ben guardare tale pentagono, si noterà però come quella più lontana da Capella vada propriamente a delineare anche il corno sinistro del Toro, sorgendo assieme alla luminosa Aldebaran e alle Iadi. Si tratta di un caso di doppia appartenenza, non dissimile da quello che vede le costellazioni di Pegaso e Andromeda spartirsi la stella δ Pegasi alias α Andromedae, tra queste in comune. Lo stesso Bayer, riportò nell'Uranometria γ Aurigae anche come β Tauri. Ma nel 1930, l’astronomo belga Eugène Joseph Delporte, disegnando definitivamente i confini delle costellazioni su commissione dell’Unione Astronomica Internazionale, fece sparire per sempre dalle mappe quella che fino ad allora era stata γ Aurigae: la spiegazione fornita dallo stesso risiedeva nel fatto che la stella in questione, «più

che segnare il vertice più meridionale del grande pentagono celeste che rappresentava la costellazione dell’Auriga, segnava invece il prominente corno sinistro dell’adiacente Toro». Questa divenne quindi definitivamente β Tauri.

Come abbiamo visto, nelle antiche e moderne mappe celesti, la costellazione dell'Auriga è stata per gran parte delle volte sempre raffigurata come una persona avente tra le braccia una capra con tre piccole caprette appena

A sinistra. La mappa mette in evidenza la stella Beta Tauri, punto di congiunzione tra le costellazioni dell’Auriga e del Toro.