Coelum Astronomia 219 - 2018 - Page 142

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Coelum Astronomia

A un'attenta osservazione però non dovrebbe sfuggire la presenza di alcuni segmenti di questa raggiera che nulla hanno a che vedere con lo sviluppo radiale da un medesimo punto di partenza come, ad esempio, quelli estesi verso nord-nordovest e sud-sudest. Da immagini della sonda Clementine vi sarebbe una probabile continuità del Segmento D che, dal margine orientale del mare Nectaris, proseguirebbe attraversando il mare Fecounditatis interessando poi i crateri Firmicus e Condorcet, per andare infine a terminare nell'area del cratere Giordano Bruno, situato nell'altro emisfero lunare con una lunghezza di ben 3.900 km. L'opinione diffusa che questi sistemi di raggiere a sviluppo radiale siano esclusivamente la conseguenza della ricaduta dei materiali espulsi dopo un impatto sul suolo lunare viene messa in dubbio da una parte di scienziati e ricercatori, in quanto l'esistenza e la morfologia di tali strutture non sempre troverebbe adeguati riscontri nella dinamica dei eventi di questo tipo. In ogni caso una risposta definitiva in merito ancora non esiste. È importante precisare che non si tratta di linee ben definite, ma di strisce con andamento anche irregolare, a tratti discontinuo, e larghezza variabile come potremo osservare al telescopio in modo particolare nelle fasi prossime al Plenilunio, quando il paesaggio lunare viene quasi completamente annullato dal Sole alto sull'orizzonte del nostro satellite, contestualmente al netto prevalere di queste

strutture radiali su qualsiasi altra formazione geologica. A tale proposito sarà utile osservare a elevati ingrandimenti al fine di percepire meglio i dettagli dei vari segmenti della raggiera.