Coelum Astronomia 219 - 2018 - Page 132

denominato Three Hills Observatory. Utilizzando un C11 da 280 mm, ha ottenuto lo spettro classificando la supernova di tipo Ic-BL, un tipo molto raro e peculiare. Questa classificazione ottenuta con strumentazione amatoriale ha lasciato molti professionisti un po’ perplessi e, vista la particolare natura di questa supernova, dall’Osservatorio di Asiago, Marco Berton e il suo team di collaboratori del Dipartimento di Fisica e Astronomia dell’Università degli Studi di Padova, nella notte del 20 dicembre hanno ottenuto un altro spettro con il telescopio Galileo di 1,22 metri, confermando che la SN2017ixv è una supernova di tipo Ic-BL scoperta alcuni giorni dopo il massimo di luminosità.

Incuriositi dagli eventi, abbiamo contattato l’astrofilo inglese Robin Leadbeater per avere da lui maggiori informazioni e, con grande stupore, siamo venuti a conoscenza che questa è la sua tredicesima supernova confermata spettroscopicamente con la sua strumentazione amatoriale (per la precisione nei giorni a cavallo fra la fine del 2017 e l’inizio del 2018 Robin ha confermato altre quattro supernovae arrivando così a quota 17).

Normalmente con telescopi da 250-300 mm ed un filtro Star Analyser è possibile ottenere spettri di supernovae fino alla mag. +14/+15 (vedi l’articolo “Supernovae: come ottenere uno spettro con strumentazione amatoriale”

http://www.coelum.com/articoli/supernovae-come-ottenere-uno-spettro-con-strumentazione-amatoriale).

L’inglese però ha acquistato nel 2014 uno spettrografo ALPY 600 della Shelyak Instruments e grazie a una modifica alla risoluzione, che lo ha portato da 600 a 200 linee/mm, riesce a ottenere spettri fin oltre la magnitudine +17.

La SN2017ixv è pertanto la prima supernova italiana scoperta e confermata a livello amatoriale.

NGC 6796 in passato aveva visto esplodere fra le

sue braccia un’altra supernova, la SN2012bv di tipo II scoperta l’8 aprile 2012 dall’astrofilo giapponese Masaki Tsuboi.

La scoperta di fine 2017 del nostro ISSP, di cui abbiamo accennato in apertura, è stata realizzata invece nella notte del 24 dicembre dal team dell’Osservatorio di Monte Agliale (LU) formato da Fabrizio Ciabattari, Emiliano Mazzoni e Giorgio Petroni.

Con questa scoperta Fabrizio Ciabattari raggiunge quota 75, consolidando il suo primato di maggior scopritore amatoriale italiano di supernovae,

Le supernovae di tipo Ic-BL

Le supernovae di tipo Ic-BL, un tempo chiamate “ipernovae”, sono molto rare (ne sono state scoperte meno di 10 negli ultimi 20 anni di ricerca). BL significa Broad-Line cioè linee ampie. Normalmente sono più brillanti delle Ic normali anche se mostrano spettri simili – cioè senza la presenza di linee di Idrogeno H e di Elio He ma con righe assai larghe dovute al materiale espulso dall’esplosione a velocità elevatissime intorno a 20.000-30.000 Km/s (fino a un decimo della velocità della luce). I progenitori sono però stelle più massicce di quelle delle Ic normali, oppure sono stelle relativamente massicce in sistemi binari, alcune di queste sono ottimi candidati per la formazione di buchi neri.

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Sopra. Giancarlo Cortini insieme al suo telescopio C14 con il quale conduce la ricerca di supernovae.