Coelum Astronomia 219 - 2018 - Page 12

Viaggio al Centro della Galassia

Coelum Astronomia

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di Redazione Coelum Astronomia

Gli astronomi della NASA, utilizzando i dati dell’Osservatorio a raggi X Chandra della NASA e dati nell’infrarosso del Very Large Telescope (VLT) dell’ESO, hanno simulato un viaggio al Centro della Via Lattea, la nostra galassia. Un vero e proprio viaggio nello spazio e nel tempo, dal punto di vista di un osservatore che si trovi “seduto” sull’orizzonte degli eventi del buco nero al centro della nostra galassia, Sagittarius A* (Sgr A*), un mostro cosmico con massa di circa 4 milioni di volte quella del Sole.

Il risultato è questo video navigabile a 360° che immerge lo spettatore nella simulazione del centro della nostra galassia, in evoluzione nel tempo. Il video mostra inoltre due simulazioni diverse, entrambe con inizio 350 anni nel passato e della durata di 500 anni.

La prima ci mostra Sgr A* in uno stato di calma, guardandoci attorno siamo in grado di vedere circa 25 stelle Wolf-Rayet (oggetti bianchi e scintillanti) in orbita attorno a Sgr A* che espellono venti stellari (in una scala di colori che va dal nero al rosso al giallo). Venti che possiamo vedere scontrarsi tra di loro, mentre alcune bolle di materiale (in giallo) spiraleggiano verso il buco nero contribuendo ad accrescere la sua massa.

La seconda simulazione ci mostra invece un Sgr A* ben più violento, che espelle il suo stesso materiale, e vediamo così sparire le bolle di materiale di accrescimento che potevamo vedere nella prima simulazione.

La simulazione dei 30 giganti stellari, le stelle Wolf-Rayet, che orbitano entro circa 1,5 anni luce dal centro della nostra Galassia, è stata ottenuta grazie ai dati in infrarosso del VLT. Potenti venti di gas fluiscono dalla loro superficie, trasportando parte del loro strato esterno nello spazio interstellare. Qui i gas si scontrano quelli espulsi in precedenza da altre stelle producendo onde d’urto, simili a boom sonici, che permeano tutta l’area scaldando il gas fino a milioni di gradi e facendolo brillare nei raggi X. È qui che entrano in campo le osservazioni provenienti da Chandra, che hanno fornito i dati essenziali sulla