Coelum Astronomia 218 - 2018 - Page 88

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Coelum Astronomia

Dawn (NASA), Cerere

conoscere con precisione tutti i parametri in grado di definirne l'orbita.

Per quanto riguarda Hayabusa 2 (che significa "falco pellegrino"), si tratta di una missione simile, per certi versi, a OSIRIS-REx, realizzata dall'agenzia giapponese JAXA. Lanciata nel dicembre 2014, come il nome fa intendere è la seconda missione giapponese di questo genere, seguendo le orme di Hayabusa, lanciata nel 2003, che nel 2010 ha riportato sulla Terra dei campioni dall'asteroide 25143 Itokawa.

La sonda sfrutta la propulsione ionica per raggiungere, nel corso del 2018, l'asteroide Apollo chiamato 162173 Ryugu, di circa 870 m di diametro. Quando la sonda entrerà in orbita attorno all'asteroide, comincerà la sua attività scientifica di osservazione della superficie, per una durata di circa un anno e mezzo. Una particolarità è senza dubbio costituita dal fatto che durante questo periodo dispiegherà anche un piccolo lander di 10 kg chiamato MASCOT (acronimo di Mobile Asteroid Surface SCOuT) che è stato sviluppato dall'agenzia spaziale tedesca DLR con la collaborazione del Centre National d'Etudes Spatiales (CNES) e tre piccoli rover MINERVA (di 0,5 kg ciascuno) che si muoveranno sulla superficie asteroidale. Infine si avvicinerà a 162173 Ryugu per raccoglierne dei campioni con un braccio robotico che riporterà sulla Terra entro il 2020.

Restando in tema di asteroidi, anche se sarebbe più corretto parlare di pianeta nano in questo caso, il 2018 sarà l'anno conclusivo della missione NASA Dawn, impegnata nello studio di Cerere. Dawn è stata sicuramente un'interessante missione, la prima a orbitare intorno a due diversi corpi celesti. Lanciata il 27 settembre 2007, ha visitato dapprima Vesta (2011-2012) per raggiungere poi, il 6 marzo del 2015, Cerere, dove ha condotto una lunga campagna scientifica ancora oggi attiva.

Nonostante la fine della missione primaria sia stata raggiunta all'inizio del 2016, la NASA ha proseguito nelle analisi scientifiche di Cerere, prolungando la missione di Dawn: per alcuni mesi si è parlato addirittura della possibilità di raggiungere un terzo corpo celeste, ipotesi poi scartata. Il vero problema di Dawn è legato alla disponibilità di idrazina, il carburante necessario per effettuare le manovre di assetto e aggiustamento della rotta. Alla fine si è deciso di lasciare la sonda nell'orbita di Cerere: attualmente il team di Dawn sta perfezionando le varie fasi dell’ultimo capitolo della missione.

Per non contaminare Cerere, la sonda non

atterrerà né si schianterà sul pianeta nano. Il

piano è quello di raccogliere più dati possibili nel corso dell’orbita finale, che sarà raggiunta nel corso del 2018, dove la sonda rimarrà anche

quando non potrà più comunicare con la Terra. I tecnici della Nasa stimano che la navicella spaziale possa continuare a funzionare fino alla seconda metà del 2018, periodo in cui si capirà, in base alle condizioni della sonda, se sarà possibile un'ulteriore estensione o se dovremo salutare definitivamente anche Dawn.