Coelum Astronomia 218 - 2018 - Page 85

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A sinistra. Il disco di vetro da un metro di diametro nel forno della vetreria al termine della piegatura a caldo.

Sotto. Il disco di vetro da un metro di diametro, non ancora lavorato otticamente, posto nella cella porta-specchio, ancora grezza, a 27 punti di appoggio isostatici.

community a partecipare all'elaborazione delle immagini nel programma di collaborazione noto come "JunoCam", in cui ogni appassionato può scaricare le immagini grezze e produrre una propria personale elaborazione da pubblicare sul sito ufficiale predisposto https://www.missionjuno.swri.edu/junocam/processing. Leggi anche lo speciale sugli ultimi perigiove compiuti da Juno in questo stesso numero di Coelum a pagina 30.

ExoMars TGO (ESA), Marte

La missione ExoMars, dell'ESA, lanciata nel marzo 2016, è forse maggiormente nota per il triste epilogo del lander Schiaparelli, che, a causa di un problema nel sistema computerizzato per il controllo dell'atterraggio, ha mancato l'obiettivo di posarsi dolcemente sulla superficie marziana, colpendo invece il suolo a una letale velocità che ha compromesso il suo funzionamento. Eppure, anche se un po' in sordina, l'orbiter e "fratello maggiore" di Schiaparelli, chiamato TGO (Trace Gas Orbiter), ha compiuto alla perfezione la manovra di inserimento orbitale. Durante tutto il 2017 il TGO è stato impegnato in una delicata manovra di rallentamento sfruttando la tecnica dell'aerobraking, ossia un metodo che prevede di rallentare la sonda, per posizionarla in un'orbita più stretta, sfruttando la resistenza offerta dall'atmosfera marziana. Per tutto l'anno il TGO ha eseguito correttamente le manovre e continuerà l'operazione fino a circa marzo del 2018, quando raggiungerà finalmente l'orbita scientifica finale, ossia la posizione da cui potrà cominciare la sua analisi di Marte. Il suo obiettivo sarà quello di analizzare i gas "in traccia" nell'atmosfera marziana, ossia quelle minime concentrazioni di gas (come il metano) che potrebbero essere rivelatrici della presenza di attività biologica (passata o, chissà, presente). ExoMars è infatti una missione di esobiologia, volta allo studio di Marte e in particolar modo della sua capacità di sostenere forme di vita. Ricordiamo che TGO e Schiaparelli costituiscono solo la prima fase della missione, che prevede l'invio di una seconda parte comprendente un grande rover esploratore, il cui lancio è al momento previsto per il 2020.

L'attenzione nel 2018 sarà quindi focalizzata sull'attività scientifica di TGO e attendiamo anche le prime immagini che saranno prodotte dalla particolare fotocamera stereografica di la sonda è equipaggiata.

Sopra, Una rappresentazione artistica del TGO (Trace Gas Orbiter) di ExoMars impegnato nell'attività di aerobraking, sfruttando cioé l'atmosfera marziana per rallentare e posizionarsi nell'orbita scientifica di lavoro che raggiungerà nei primi mesi del 2018. Crediti: ESA/ATG Medialab.