Coelum Astronomia 218 - 2018 - Page 79

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altrettanti anni, per guadagnare velocità e soprattutto ridurre l'ampiezza della sua orbita attorno al Sole, che alla fine arriverà a circa 5,9 milioni di chilometri dalla nostra stella, ben all'interno dell'orbita di Mercurio, ponendosi otto volte più vicino di quanto si sia mai spinto un qualsiasi precedente satellite (il record, finora, era detenuto dalla sonda Helios 2 che, nel 1976, si era avvicinata a circa 43 milioni di chilometri).

Si tratta quindi di una vera missione di esplorazione in rotta verso l'ignoto, questa volta senza dover raggiungere gli estremi più lontani del Sistema Solare! Il satellite andrà sufficientemente vicino al Sole da poter registrare il vento solare, capire i meccanismi che lo accelerano misurandone la velocità, che vedrà variare da valori subsonici a supersonici. Durante le sue 24 orbite, di cui la più stretta sarà di circa 88 giorni, esplorerà le aree in cui nascono le particelle solari a più alta energia e analizzerà la corona, nel tentativo di comprendere cosa la renda così calda. Come capita per tutte le missioni più estreme, sicuramente, solleverà più domande di quante risposte potrà fornire.

Dopo la partenza, il viaggio di Parker Solar Probe vedrà il primo incontro con Venere il 28 settembre 2018 e poi il primo perielio l'1 novembre 2018, a una distanza dal Sole di circa 24,8 milioni di chilometri. Il perielio più ravvicinato sarà raggiunto solo il 19 dicembre 2024.

La durata totale prevista per la missione è di 6 anni e 11 mesi durante i quali la struttura del satellite sarà messa a dura prova dalle estreme forze sprigionate dal Sole e dal terribile ambiente in cui la sonda opererà. Si calcola che nel momento del perielio più ravvicinato, lo scudo termico di Parker Solar Probe raggiungerà i 1.400 °C mentre gli strumenti scientifici al suo interno saranno comunque mantenuti alla temperatura ambiente terrestre.

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5 ottobre - ESA/JAXA BepiColombo

Il 5 ottobre (data ufficiale attualmente designata per il lancio) sarà la volta della partenza di una missione realizzata congiuntamente dall'ESA e la JAXA (agenzia spaziale giapponese) con l'obiettivo di esplorare il primo pianeta del Sistema Solare: Mercurio. La missione si compone di due orbiter, che studieranno il piccolo pianeta: il Mercury Planetary Orbiter (MPO), realizzato dall'ESA e il Mercury Magnetospheric Orbiter (MMO), prodotto dalla JAXA. Entrambi i satelliti partiranno insieme, impilati l'uno sull'altro, al di sopra di un altro stadio chiamato Mercury Transfer Module (MTM) che svolgerà le operazioni di trasporto del carico scientifico a destinazione.

Questa missione, parte del programma Horizon 2000+, è per gli scienziati planetari un'importante e interessante occasione di esplorazione planetaria che non solo aiuterà a farà luce su

Mercurio, sulla sua composizione, sulla sua magnetosfera e sulla sua esosfera, ma anche sui processi di formazione ed evoluzione di tutti i pianeti rocciosi del Sistema Solare, Terra inclusa. Ovviamente si tratta di una grande sfida, perché l'ambiente in cui i satelliti si troveranno a operare sarà alquanto ostile a causa della vicinanza del Sole.