Coelum Astronomia 218 - 2018 - Page 41

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Sopra. Una bellissima immagine della corona solare, ripresa da Liborio Ribaudo, Marco Cardin e Stefano ottani (Associazione Astronomica Euganea, PD), in occasione dell’eclissi totale di Sole del 29 marzo 2006 a Sallum in Egitto.

accelerazione prende il sopravvento. Ma dovremo continuare ad analizzare i dati».

Giove è considerato una sorta di laboratorio di fisica per studiare mondi al di fuori del nostro sistema solare, poiché la capacità di Giove di accelerare le particelle cariche di energie immense può dirci qualcosa su come i sistemi astrofisici più distanti accelerano le particelle. Ma quello che impariamo dalle forze che creano le aurore di Giove e che modellano il suo ambiente meteorologico, ha anche implicazioni pratiche più vicine a noi, nel nostro “cortile planetario”.

«Le energie più elevate che stiamo osservando all'interno delle regioni aurorali di Giove sono formidabili. Le particelle energetiche che creano le aurore fanno parte della storia con cui comprendere le cinture di radiazione di Giove, che rappresentano una delle sfide di Juno e delle prossime missioni spaziali dedicate a Giove», continua Mauk. «L'ingegneria che gira attorno alla riduzione degli effetti debilitanti delle radiazioni è sempre stata una sfida per gli

ingegneri dei veicoli spaziali,

dedicati alle missioni sulla Terra e anche per l’esplorazione del Sistema Solare. Ciò che apprendiamo qui, e da sonde come le Van Allen della NASA o la missione Magnetospheric Multiscale (MMS), che stanno studiando la magnetosfera terrestre, ci insegnerà molto sulle condizioni meteorologiche nello spazio e sulla protezione di astronavi e astronauti in ambienti spaziali più difficili. Confrontare i processi di Giove e Terra è poi incredibilmente prezioso per testare le nostre idee su come funziona la fisica planetaria».

A destra. Un’immagine creata con lo spettrografo nell’ultravioletto a bordo di Juno. Crediti: NASA/JPL-Caltech/SwRI/Randy Gladstone.