Coelum Astronomia 218 - 2018 - Page 40

Esaminando i dati raccolti dallo spettrometro dell'ultravioletto e dagli strumenti del rilevatore di particelle energetiche a bordo di Juno, un gruppo guidato da Barry Mauk del Laboratorio di Fisica Applicata della Johns Hopkins University, ha osservato le firme di potenti potenziali elettrici, allineati con il campo magnetico di Giove, che

accelerano gli elettroni verso l'atmosfera del pianeta a energie fino a 400.000 elettronvolt. Da 10 a 30 volte superiore ai più grandi potenziali aurorali osservati sulla Terra.

Sappiamo già che Giove ha le aurore più potenti del Sistema Solare, quindi il team non è sorpreso dal fatto che i forti potenziali elettrici abbiano un ruolo nella loro generazione. Quello che sconcerta i ricercatori è che, nonostante la potenza in gioco, questi vengono osservati solo raramente e non producono aurore più intense, come accade invece sulla Terra.

«Su Giove, le aurore più luminose sono causate da una sorta di processo di accelerazione turbolenta che non comprendiamo molto bene» ci spiega Mauk, «ci sono indizi negli ultimi dati che mostrano come la densità di potenza della generazione aurorale diventa sempre più forte, il processo diventa instabile e un nuovo processo di

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Sotto. Una volta ogni 53 giorni Juno si avvicina a Giove, sfrecciando a distanza ravvicinata sopra la sua coltre di nubi. In sole due ore passa da sopra al polo nord del pianeta fino a raggiungere il punto di minima distanza, per poi passare sopra il polo sud e riallontanarsi dal pianeta. In questa sequenza vediamo il passaggio da destra verso sinistra (la prima immagine a destra riprende il polo nord, all’estrema sinistra invece vediamo il polo sud). Tra la prima e l’ultima immagine è passata all’incirca 1 ora e 35 minuti.

Il mistero delle aurore di Giove