Coelum Astronomia 218 - 2018 - Page 38

«Più ci avviciniamo a Giove, e più si mostra misterioso» dichiara Heidi Becker, a capo dello strumento Jupiter Energetic particle Detector Instrument (Jedi). «Sapevamo che saremmo stati sorpresi in qualche modo da queste rilevazioni, ma non pensavamo di trovare nuove zone di radiazione così vicine al pianeta. E siamo riusciti a trovarle solo perché le sue orbite esclusive attorno a Giove le permettono di arrivare davvero vicina alla superficie delle nubi, e ci siamo praticamente letteralmente passati attraverso».

La scienza per i successivi sorvoli di questo secondo semestre del 2017 deve ancora arrivare, ma le immagini sono sempre puntuali e le elaborazioni sempre sorprendenti! Lasciamo quindi lo spazio a loro...

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Coelum Astronomia

Sopra. La grafica mostra l’orbita della sonda e la nuova zona di radiazione identificata, proprio sopra alle nubi all’equatore. Nell’immagine sono anche indicate delle regioni ad alta energia osservate, sempre nel settimo flyby da Juno, alle alte latitudini. Le sottili righe chiare indicano le linee del campo magnetico del pianeta. Crediti: NASA/JPL-Caltech/SwRI/JHUAPL.

Heidi Becker

A sinistra. Una delle prime immagini raw elaborate dalla Juno Community della Grande Macchia Rossa di Giove, in un ritaglio di una elaborazione di Kevin M. Gill. Crediti: NASA/JPL-Caltech/MSSS/SwRI/Kevin M. Gill © CC BY.