Coelum Astronomia 218 - 2018 - Page 33

Sesto sorvolo

La Grande Macchia Rossa di Giove

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Per festeggiare il suo primo anniversario (il 4 luglio scorso alle 16:30, un anno esatto dal suo arrivo in orbita attorno a Giove) Juno ha volato direttamente sopra al “marchio” più famoso del gigante gassoso, la Grande Macchia Rossa, una enorme tempesta larga 16.000 km. Pur essendo forse la formazione più monitorata e più studiata dei pianeti dell’intero Sistema Solare (è dal 1830 che la conosciamo e la teniamo d’occhio, e probabilmente esiste da più di 350 anni) è stata la prima volta che abbiamo avuto l’occasione di vederla così da vicino e le domande aperte sono ancora moltissime.

L’11 luglio quindi, Juno ha effettuato il suo sesto flyby, rilasciando un’impressionante mole di immagini “raw” (grezze), un vero tesoro per la comunità nata attorno alla JunoCAM, la camera che, ricordiamo, è stata montata a bordo della sonda appositamente per rendere le immagini subito disponibili a professionisti e amatori, che possono elaborare, integrare e condividere le immagini fornite e anche suggerire, di volta in volta, il target che vorrebbero veder ripreso ad ogni passaggio.

Eccole quindi… Finalmente le attesissime immagini della Grande Macchia Rossa di Giove. Subito dopo il minimo avvicinamento, la JunoCam, e tutta la strumentazione a bordo della sonda, è stata puntata verso questo gigantesco anticiclone che imperversa da secoli nell’atmosfera gioviana.

«La misteriosa Grande Macchia Rossa di Giove è probabilmente la formazione meglio

conosciuta del pianeta» sottolineava Scott Bolton, principal investigator della missione, poco prima del flyby.

«Questa monumentale tempesta imperversa sul più

grande pianeta del Sistema Solare da secoli. Ora Juno, con i suoi strumenti scientifici in grado di penetrare il primo strato di nubi, ci permetterà di immergerci in essa per vedere quanto profonde sono le radici di questa tempesta, e ci aiuterà a capire come funziona e cosa la rende così speciale».

Sopra. La Grande Macchia Rossa vista da sud. Crediti: NASA/JPL-Caltech/MSSS/SwRI/Kevin M. Gill © CC BY.