Coelum Astronomia 218 - 2018 - Page 29

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quest’ultima ha utilizzato i propri propulsori per cambiare il suo orientamento e puntare l'antenna verso la Terra, non per apportare modifiche alla traiettoria e quindi alla sua direzione.

In realtà, la correzione di New Horizons non serve tanto per cambiare la direzione del suo vettore velocità, ma per regolare l'orario di arrivo di destinazione. La sonda è ancora a 483 milioni di chilometri (3,22 Unità Astronomiche) da 2014 MU69 e si muove su un percorso di fuga iperbolica che è praticamente una linea retta. Qualsiasi cambio di direzione consuma moltissimo propellente, ma la sonda può utilizzare i suoi propulsori per accelerare o frenare in modo da attraversare l’orbita di 2014 MU69 nel momento giusto. Lo scopo è quello di passare nel punto migliore alle 05:35 TU del 1 gennaio 2019 al fine di consentire una migliore copertura dalle antenne della rete NASA spazio profondo (Deep Space Network) e ricevere un segnale chiaro e forte.

Il team di New Horizons ha stimato che saranno necessarie altre cinque manovre prima del gennaio 2019, anche se questo numero potrebbe essere ridotto a seconda della precisione con cui si riuscirà a calcolare l’orbita di MU69. Degli originari 77 kg restano ancora circa 24 kg di idrazina nei serbatoi di New Horizons e la NASA ha stimato che dopo l'incontro con MU69 e la trasmissione dei dati, che durerà fino a settembre 2020, ne resteranno fra gli 1,6 e i 3,6 kg, molto poco per procedere a qualsiasi altro incontro ravvicinato. Comunque i tecnici di New Horizons sono alla ricerca di potenziali obiettivi per la seconda missione estesa, che si potrà svolgere tra il 2021 e il 2024. Di fatto c’è tempo fino al 2035 anno in cui il generatore RTG a radioisotopi non sarà più in grado di fornire energia sufficiente per mantenere gli strumenti operativi.

La sonda New Horizon sta per incontrare il suo prossimo obiettivo: 2014 MU69. Crediti: NASA.