Coelum Astronomia 218 - 2018 - Page 22

Voyager 1 riaccende i propulsori dopo 37 anni

di Massimo Orgiazzi - AstronautiNEWS

Coelum Astronomia

22

Il team della missione Voyager 1 al NASA JPL ha inviato un comando di accensione dei propulsori: da una distanza di 21 miliardi di chilometri, la sonda ha obbedito alla perfezione.

Per gli appassionati di esplorazione spaziale, ogni notizia che giunge a proposito delle missioni Voyager è sempre speciale. Si tratta delle missioni spaziali ancora attive più longeve e chi ha seguito tutta o parte della loro storia torna sempre con una certa nostalgia alle pietre miliari del loro viaggio nel Sistema Solare, fino a quella tarda estate di 40 anni fa quando entrambe furono lanciate cariche di tecnologia, oggi ormai obsoleta, eppure robustissima.

Sebbene il momento in cui verrà decretata la perdita di segnale si avvicini sempre più, le notizie a proposito delle Voyager portano con sé sorprese scientifiche ancora oggi estremamente interessanti. La Voyager 1 è la sonda robotica più lontana ancora funzionante ed è l’unica a trovarsi nello spazio interstellare con la possibilità di inviare segnali a Terra da quella regione del Sistema Solare. Per questo è un po’ come l’apripista dell’umanità e in qualche modo (con materia, hardware e un intero disco di suoni ed immagini, il Golden Record) porta la seppur flebile fiaccola della nostra presenza in un universo silenzioso.

La novità è che il team del programma Voyager ha ora a disposizione quattro propulsori di backup che non funzionavano dal 1980. Martedì 28 novembre, gli ingegneri del team hanno riacceso i quattro propulsori TCM (Trajectory Correction Maneuver, i propulsori per le manovre di correzione di traiettoria usati durante la missione di esplorazione planetaria) per la prima volta dopo 37 anni e hanno testato così la possibilità di