Coelum Astronomia 218 - 2018 - Page 175

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Un piccolo telescopio mostra le due stelle principali mentre Keid C può essere intravista già con un telescopio da almeno 150 mm di diametro ingrandendo almeno 150 volte. Telescopi di grande apertura rendono la visione mozzafiato, permettendo di distinguere nettamente un incredibile trio di colori: giallo per Keid A, bianco per Keid B e rosso pallido per Keid C.

Zaurak e l’Occhio di Cleopatra

Il curioso titolo di questo paragrafo non si riferisce a un romanzo d’avventura ma indica la prossima tappa del nostro viaggio lungo le acque dell’Eridano. Facciamo infatti scalo presso Zaurak, γ Eri, il cui nome, di chiara origine araba, identifica “la barca”. Lontana 203 anni luce, è una delle rare giganti rosse visibili a occhio nudo, essendo di tipo M0III (3.800 K): è una stella evoluta, attualmente sul cosiddetto ramo asintotico delle giganti del diagramma HR. Con una massa pari al doppio del Sole e un raggio 80 volte maggiore, questa sfera rossastra ha una luminosità intrinseca pari a 1.300 volte il Sole! A parte rilevare una lenta e irregolare variabilità di 3 centesimi di magnitudine, che porta Zaurak a raggiungere il picco di luminosità apparente a 2,88 magnitudini, essa non rileva null’altro di interessante, in attesa di divenire una gigante del tipo Mira, ancor più grande e fredda.

Sopra. Zaurak, una delle rare giganti rosse visibili ad occhio nudo. Crediti: DSS2.

Sopra, a sinistra, la cartina mostra in un campo di quasi 5° la posizione della nebulosa planetaria NGC 1535 rispetto a 39 Eridani (mag. +5), stella di riferimento distante 2,5°.

A destra, un’immagine molto profonda riprende la nebulosa planetaria “Occhio di Cleopatra” in un campo di 3,7 primi d’arco. Come si può vedere, l’oggetto, dal diametro angolare esterno simile a quello di Giove, è praticamente un “gemello” della planetaria Eskimo (NGC 2392).