Coelum Astronomia 218 - 2018 - Page 159

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I nomi e i riferimenti storici

POSIDONIUS: Il nome venne assegnato da Riccioli

nel 1651 dedicato al filosofo e scienziato greco di Apamea in Siria, Posidonio (135–51 a.C.). Attribuì alla Luna il fenomeno delle maree terrestri. L'enciclopedia di Posidonio è costituita dalla sommatoria di matematica, scienze della natura e geografia.

PURBACH: Nel 1651 Ricciòli ne assegnò il nome

dedicandolo all'astronomo austriaco George Purbach (1423–1461) professore all'Università di Vienna, realizzò Theorica nova planetarium un compendio di astronomia.

CHACORNAC: Denominazione assegnata da Birt

nel 1865 dedicata all'astronomo francese Lee Jean Chacornac (1823–1873), scopritore di pianetini e studioso delle macchie solari.

LE MONNIER: Nel 1824 Lohrmann ne assegnò il

nome dedicandolo al fisico e astronomo francese Pierre Charles Le Monnier (1715–1799) il quale fu autore di osservazioni astronomiche in riferimento alla navigazione.

LITTROW: Denominazione assegnata da Madler

nel 1837 dedicata all'astronomo boemo Joseph Johann von Littrow (1781–1840) autore dell'opera divulgativa Le meraviglie del cielo. Monte ARGAEUS: Antica denominazione di un rilievo montuoso situato in Cappadocia, Turchia.

Dorsa ALDOVANDRI: Denominazione dedicata al

medico e naturalista italiano Ulisse Aldovandri (1522–1605) il quale fondò l'Orto Botanico di Bologna e realizzò la Storia Naturale costituita da 13 volumi.

sviluppo complessivo di circa 200 km.

Da non perdere la Rima G. Bond (155 km) e le Rimae Romer (120 km) in prossimità degli omonimi crateri, per entrambe è richiesto un riflettore di almeno 200mm.

Se da Chacornac proseguiamo verso sud lungo il margine orientale di Serenitatis incontriamo Le Monnier, una struttura crateriforme con diametro di 63 km la cui formazione risale al Periodo Geologico Nectariano collocato a 3,9 miliardi di anni fa. Un aspetto che rende inconfondibile questo cratere è la sua forma ad anfiteatro, contornato da una cerchia montuosa alta circa 2.400 metri sul lato orientale mentre il settore occidentale della platea è completamente aperto verso la piana del mare Serenitatis ad eccezione di alcuni modesti rilievi collinari. Il fondo di Le Monnier, prevalentemente pianeggiante e completamente privo di un sistema montuoso centrale, presenta la scura colorazione delle antiche rocce basaltiche.

Oltre Le Monnier, ancora più a sud possiamo osservare il cratere Littrow di 32 km di diametro la cui origine risale al Periodo Geologico Pre Imbriano collocato da 3,9 a 4,5 miliardi di anni fa. Si tratta di una struttura crateriforme contornata da pareti alte circa 1200 metri in particolare sul versante orientale mentre verso est sono poco elevate e prevalentemente collassate. Il fondo di Littrow si presenta appiattito, privo di rilievi montuosi e cosparso di craterini. In rapida successione verso nord–nordest abbiamo poi i crateri Littrow–A e P con diametro rispettivamente di 23 e 36 km. Molto interessante l'osservazione ad elevati ingrandimenti della Catena Littrow, situata a nord–nordovest del cratere Clerke (diametro 7 km) estesa per 10 km e costituita da 4 piccoli craterini allineati in senso nord–sud sovrapposti a un segmento delle Rimae Littrow.

In prossimità del margine orientale di Serenitatis non potrà mancare l'osservazione della Dorsa Aldrovandi, una lunga dorsale estesa con andamento sinuoso dal cratere Le Monnier fino all'estremità settentrionale del monte Argaeus con una lunghezza di circa 135 km. L'origine di questa interessante struttura lunare risale al Periodo Geologico Imbriano collocato da 3,2 a 3,8 miliardi di anni fa e per la sua osservazione è richiesto un rifrattore di almeno 100mm.