Coelum Astronomia 218 - 2018 - Page 158

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Coelum Astronomia

Continuando sul lato orientale del Mare Serenitatis

Immediatamente a sud troviamo Chacornac, un cratere di 53 km di cui è noto il consueto accoppiamento con Posidonius. L'origine di Chacornac viene fatta risalire al Periodo Geologico Pre Imbriano collocato da 3,9 a 4,5 miliardi di anni fa.

La cerchia montuosa intorno al cratere, alta circa 1.500 metri, si presenta notevolmente degradata e distrutta dai numerosi successivi impatti meteoritici con linee di cresta sommitali relativamente arrotondate. Sul fondo del cratere, oltre a Chacornac–A di 5 km situato in posizione centrale e numerosi altri piccoli craterini il paesaggio lunare è letteralmente dominato dalle Rimae Chacornac, un sistema di solchi ramificati il cui segmento principale dopo averne attraversato la platea si estende fino al cratere Le Monnier–A con una lunghezza complessiva di circa 130 km e larghezza mediamente di 2/2,5 km. Anche in questo caso viene richiesto un riflettore intorno ai 300 mm, ma osservando attentamente anche con strumenti di diametro inferiore, in condizioni di seeing favorevole, sarà possibile notare come questo solco dopo avere attraversato il cratere Le Monnier–A prosegua in direzione sud fino a confluire nelle Rimae Littrow, situate a nordovest dell'omonimo cratere, le quali si estendono ulteriormente fino al monte Argaeus con uno

nordovest del cratere merita un'attenta osservazione un altro rilievo ad elevata albedo, rettilineo e di 5–6 km di lunghezza, situato proprio in corrispondenza del segmento delle Rimae Posidonius che corre lungo la parete nordoccidentale. Per quanto riguarda le differenze di albedo si nota l'evidente colorazione scura delle rocce basaltiche che dal bacino di Serenitatis si riversarono nel cratere Le Monnier, in netto contrasto con la più elevata albedo del cratere Posidonius.

Le Rimae Posidonius

Peculiarità del cratere Posidonius potrebbe benissimo essere considerato l'omonimo sistema di solchi con larghezza variabile noto come Rimae Posidonius i cui segmenti interessano gran parte della platea dei quali ufficialmente viene indicata una lunghezza complessiva di 85 km, mentre una misurazione completa di queste rimae in tutta l'area del cratere porta questo dato a un totale di circa 240 km. Questi solchi si suddividono in varie tipologie. Una lunga e larga fenditura grosso modo rettilinea attraversa in posizione centrale la platea di Posidonius orientata in senso sudest–nordovest estesa per oltre 60 km dalla parete sud fino al rilievo vulcanico Posidonius–5. Il segmento più spettacolare si estende per 150 km da Posidonius–B correndo alla base della parete nord–nordovest da dove, spostandosi di una decina di km verso l'interno, si sviluppa parallelamente alla lunga cerchia montuosa occidentale fino a curvare in modo netto verso sudovest. A differenza del segmento che attraversa Posidonius in posizione centrale, non si può fare a meno di notare come questo sia notevolmente frastagliato ed estremamente sinuoso, caratteristica tipica di flussi turbolenti di materiale lavico ad elevata temperatura che scorrendo in modo violento produssero anche un effetto di erosione sulle pareti di questo solco. Vi sono poi numerosi altri segmenti di questo intricato sistema di rimae diffusi in modo particolare nel settore centro orientale del cratere la cui morfologia ne denota un'origine probabilmente dovuta al raffreddamento degli strati di materiale lavico riversatisi nell'area di Posidonius. Per l'osservazione di queste rimae viene indicato un telescopio riflettore intorno ai 300 mm.