Coelum Astronomia 218 - 2018 - Page 129

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Come riprendere al meglio questo fenomeno

Come abbiano detto è necessario portarsi in una zona in cui l’orizzonte sia libero da ostacoli. Possiamo trovarci al mare oppure in montagna, o in mezzo alla campagna, o su una terrazza panoramica, l’importante è che la giornata sia limpida e tersa.

Nell’immagine che vedete qui sotto, mi trovavo al mare e il colore azzurro e rosa del cielo si rifletteva nell’acqua. Per questo scatto il tempo di esposizione è stato di 1/100 secondo, f/8, ISO 250.

L’attrezzatura da utilizzare per questo tipo di composizione è la stessa che abbiamo visto per la ripresa del paesaggio notturno: una reflex con modalità di scatto in manuale, un obiettivo grandangolare che abbia almeno una lunghezza focale di 18 mm, un treppiede stabile, una livella a bolla da applicare alla reflex e un telecomando per lo scatto in remoto. Infatti, anche se c’è molta luce, rispetto a una foto notturna, è sempre meglio avere l’accortezza di evitare il micromosso dovuto alle vibrazioni che noi imprimiamo alla nostra apparecchiatura.

Per riprendere la Cintura di Venere in tutto il suo splendore consiglio sempre di fare delle riprese panoramiche a 180°. Dovremo quindi realizzare una serie di scatti da sommare al fine di riprodurre il più grande angolo di visione possibile e, per fare questo, abbiamo bisogno di qualche accorgimento particolare: innanzi tutto le riprese vanno fatte in verticale parallele all’orizzonte, in questo modo la nostra immagine subirà le minori distorsioni possibili dovute alla lente grandangolare. A questo scopo la livella ci può aiutare a capire se siamo allineati nel modo corretto, cosa difficile da valutare “a occhio”.

La sequenza di scatto andrà ovviamente realizzata da un'estremità all'altra della scena che abbiamo deciso di riprendere, facendo attenzione a sovrapporre, tra scatti consecutivi, circa un terzo dell'immagine inquadrata.