Coelum Astronomia 217 - 2017 - Page 186

Dicembre, pur non proponendo grandi cose, ci regalerà qualche cometa interessante anche se poco luminosa. Sta a noi trovare gli stimoli giusti per uscire al freddo in cerca di emozioni celesti…

Iniziamo con una vecchia conoscenza, la C/2017 O1 ASASSN, circumpolare per tutto dicembre e in inesorabile calo. Abbiamo già più volte ricordato come questo oggetto non sia mai riuscito a trasformarsi in un qualcosa di convincente, nonostante la discreta luminosità raggiunta. A inizio dicembre dovrebbe “brillare” attorno alla decima magnitudine e la sua osservazione servirà probabilmente solo per un saluto definitivo. Una cortesia tutto sommato consigliabile, considerando il comodissimo orario e l’altrettanta comodissima posizione in cielo della cometa, che rintracceremo a una manciata di gradi dalla Polare, entro i confini del Perseo, nei dintorni dell’ammasso aperto NGC 188.

In premessa si parlava di stimoli e probabilmente la C/2017 T1 Heinze e 3200 Phaethon ne

Deboli ma affascinanti

COMETE

di Claudio Pra

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Coelum Astronomia

Dicembre, pur non proponendo grandi cose, ci regalerà qualche cometa interessante anche se poco luminosa. Sta a noi trovare gli stimoli giusti per uscire al freddo in cerca di emozioni celesti…

Iniziamo con una vecchia conoscenza, la C/2017 O1 ASASSN, circumpolare per tutto dicembre e in inesorabile calo. Abbiamo già più volte ricordato come questo oggetto non sia mai riuscito a trasformarsi in un qualcosa di convincente, nonostante la discreta luminosità raggiunta. A inizio dicembre dovrebbe “brillare” attorno alla decima magnitudine e la sua osservazione servirà probabilmente solo per un saluto definitivo. Una cortesia tutto sommato consigliabile, considerando il comodissimo orario e l’altrettanta comodissima posizione in cielo della cometa, che rintracceremo a una manciata di gradi dalla Polare, entro i confini del Perseo, nei dintorni dell’ammasso aperto NGC 188.

In premessa si parlava di stimoli e probabilmente la C/2017 T1 Heinze e 3200 Phaethon ne forniranno di maggiori rispetto alla ASASSN.

La C/2017 T1 Heinze è stata scoperta il 2 ottobre 2017 dall’astronomo Aren Heinze, tramite le immagini del sistema automatizzato di ricerca ATLAS (Asteroid Terrestrial-impact Last Alert System). Si avvicinerà alla Terra toccando la distanza di 0,2 UA nei primi giorni di gennaio, quando è previsto il picco di luminosità che dovrebbe portarla fino alla nona magnitudine. Successivamente andrà incontro al perielio previsto per il 21 febbraio, passando a 0,6 UA dal Sole.

Specialmente nell’ultima decade dicembre dovrebbe quindi risultare ben osservabile. Partendo dall’Idra guadagnerà man mano in declinazione spostandosi nel Cancro e finendo la sua corsa mensile nella Lince, culminando sempre in piena notte ma divenendo proficuamente osservabile sempre più anticipatamente. Il 20 e 21 dicembre passerà a meno di due gradi dall’ammasso aperto M 67 mentre alla vigilia di Natale ci regalerà un transito a meno di due gradi dall’altro e più famoso ammasso aperto del Cancro, ovvero M 44, chiamato anche il “Presepe”. Più in tema di così!

Terminiamo con 3200 Phaethon, che come avrete capito dal solo numero davanti al nome non è catalogato tra le comete ma tra gli asteroidi. L’oggetto, rientrante tra i NEO (near-Earth object), dato che incrocia l’orbita della Terra, fu inizialmente considerato proprio un asteroide o una cometa estinta. Qualche anno fa invece, la sonda della NASA STEREO (Solar TErrestrial RElations Observatory), fotografandolo, rilevò una debole coda fuoriuscire da Phaethon quando questi si trovava nei pressi del Sole. L’“asteroide-cometa” è considerato anche il progenitore delle Geminidi. Insomma, ce n’è abbastanza per aver voglia di cercarlo soprattutto nella seconda decade di dicembre, quando passerà vicino al nostro pianeta (precedentemente e successivamente risulterà molto debole). In quel periodo dovremo puntare gli strumenti tra le stelle dell’Auriga, del Perseo, di Andromeda e del Pegaso. Durante il massimo avvicinamento (arriverà a sfiorare i dieci milioni di chilometri dal nostro pianeta) dovrebbe brillare di decima magnitudine e la modesta distanza evidenzierà il suo notevole moto proprio. Considerando che, a differenza delle comete con tutti i crismi, risulterà puntiforme, non dovrebbe essere difficile scovarlo anche con strumenti piccoli o medi.