Coelum Astronomia 215 - 2017 - Page 99

L’eclisse nella fase totale, ripresa con posa molto breve (immagine B). La corona, particolarmente luminosa, specie negli strati più bassi, nasconde le strutture cromosferiche. Le due protuberanze più evidenti vengono riportate ingrandite negli inserti. Quella sulla destra si solleva oltre il bordo lunare per circa 30.000 chilometri. Sulle immagini prese in prossimità del terzo contatto, quando il disco lunare sarà ulteriormente “scivolato” verso sinistra, si vedrà l’intera protuberanza fino al piede e si potrà constatare che si alza di circa 60mila km!

Questa (immagine C) è la ripresa effettuata in totalità con il tempo più lungo. Chiaramente, la parte interna della corona risulta sovraesposta: è il prezzo che si deve pagare se si vuole riprendere anche le ultime e più deboli propaggini della corona solare, con i due pennacchi principali che si protendono in versi opposti in direzione della diagonale del fotogramma. (Per riprendere i pennacchi proprio in diagonale, al fine di sfruttare la massima estensione del campo inquadrato, la fotocamera era stata preventivamente inclinata di 13° sull’orizzonte).

Questa eclisse è risultata meno buia di altre per via della notevole luminosità della corona, nonostante la fase di minimo dell’attività solare. È curioso che, elaborando rozzamente la ripresa aggiustando la luminosità e il contrasto, dal disco lunare emergano i contorni delle maggiori strutture superficiali del nostro satellite (al centro). Per confronto, si veda l’immagine di destra che un programma di tipo planetario ha ricostruito per la Luna nel momento della totalità, tenendo conto della rotazione di 13°. Le principali strutture (i mari lunari) coincidono perfettamente con quelle riprese dalla fotocamera.

Ed ecco infine un'immagine elaborata per evidenziare la struttura della corona!

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