Coelum Astronomia 215 - 2017 - Page 85

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aumentarne il contrasto rispetto al fondo cielo, era a livello fotografico muovendo il telescopio per navigare all’interno e sui bordi di questo resto di supernova; qui i filamenti nebulari si intrecciano sia nella zona di NGC 6990 che in quella di NGC 6992, ma anche in molte sua altre parti più centrali dove ha ricordato l’aspetto della Via Lattea vista a occhio nudo.

Sempre nella costellazione del Cigno, a 140 ingrandimenti e con il filtro UHC, la nebulosa Fagiolo NGC 6888 è risultata grandissima, molto ben contrastata, ricca di condensazioni nebulari, sicuramente un oggetto da vedere più spesso. Una nebulosa planetaria particolarmente interessante per i suoi colori è stata la nebulosa NCG 6543 “Occhio di Gatto” nella costellazione del Drago; questa, a 185 ingrandimenti, era di un blu fosforescente quasi abbagliante, abbellita dalla stellina centrale sempre di un azzurro intenso.

Altre nebulosa molto interessante è stata la nebulosa “Granchio” M 1 nella costellazione del Toro. Ben visibile la sua forma circolare con le due protuberanze a ricordare le chele del granchio, quando poi l’ho osservata attraverso il filtro UHC ha mostrato un aspetto spugnoso molto dettagliato, dovuto ai molteplici filamenti che non ero mai riuscito prima a osservare direttamente al telescopio, tipici invece delle fotografie a lunga posa.

Mi ha poi stupito la grande Nebulosa di Orione M 42, già luminosa e dettagliata in strumenti ben più piccoli, che ha mostrato, nella zona vicina alle stelle del trapezio, pennacchi di nebulosità un po’ come le Colonne della Creazione fotografate dal telescopio spaziale Hubble nella nebulosa “Aquila”.

L’oggetto celeste forse più bello è stata la nebulosa “Manubrio” M 27 nella costellazione della Volpetta che, a 320 ingrandimenti riempiva completamente il campo dell’oculare grandangolare da 82° di campo apparente. La zona centrale luminosissima e ricca di dettagli si sfumava gradatamente nei due lobi, abbellita al centro da una stellina, una nana bianca che esplodendo circa 10 mila anni fa rigettò nello spazio circostante gas e polveri a creare questa nebulosa in continua espansione.

Sopra. Una splendida veduta d’insieme della Veil Nebula, la Nebulosa Velo, di Maurizio Cabibbo.