Coelum Astronomia 215 - 2017 - Page 78

Coelum Astronomia

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Sputnik: tra curiosità e incredulità

di Luigi Baldinelli

5 ottobre 1957: lo Sputnik. La notizia giunse (non solo a noi) come una bomba. Ovviamente quella sera ci si mise tutti a “binocolo all’insù” per cercare... che cosa?

Non sapevamo dove cercare e che cosa cercare, perché nessuno era preparato psicologicamente e tecnicamente a cercare nel cielo una categoria di oggetti assolutamente nuovi. Quale magnitudine potevano avere? Quale tipo di traiettoria seguivano? Quale era la velocità apparente con cui attraversavano la volta celeste?

In verità dal punto di vista osservativo gli americani avevano già da tempo programmato le osservazioni, tanto che proprio su Coelvm del gennaio 1957 il professor Piero Tempesti aveva pubblicato un importante lavoro riassuntivo della programmazione in atto allo Smithsonian Astrophysical Observatory di Cambridge, sotto la direzione di F. Whipple. In dettaglio veniva esposto un programma che teneva conto di tutte le possibili orbite realizzabili e delle tecniche con cui poter fare la determinazione temporale dei passaggi di un satellite artificiale. Ciò perché gli Stati Uniti erano quasi pronti per un primo lancio sperimentale.

In realtà era piuttosto diffuso un certo scetticismo sulle possibilità di vedere veramente un satellite artificiale ruotare attorno al nostro pianeta. Voglio qui raccontare due aneddoti esemplificativi di questo sentimento, presente non solo fra la gente comune, ma anche fra uomini ed enti scientifici.

Il professor Luigi Jacchia, astronomo e uno dei componenti del gruppo presente attorno al prof. Guido Horn alla fondazione di Coelvm, la sera del famoso 5 ottobre era proprio a Bologna e raccontò che il giorno successivo, a mezzogiorno, nel salire la famosa scala a chiocciola interna alla Torre dell’Osservatorio di Bologna, aveva incontrato il