Coelum Astronomia 215 - 2017 - Page 76

Coelum Astronomia

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ci davamo il cambio ad esplorare la frequenza indicata e anche quelle circostanti perché gli indicatori dei ricevitori potevano non essere perfettamente tarati.

Passò così la notte. La mattina continuammo incessantemente la nostra ricerca, sostenendoci con frequenti caffè. Dello Sputnik nessuna presenza: solo fruscio. Se avessimo saputo quando e da dove era stato immesso in orbita, avremmo potuto azzardare qualche previsione, anche se poi non ci saremmo fidati.

Alle 17:40 del 5 ottobre la frequenza venne improvvisamente occupata e, prima con evanescenze poi sempre più nitido, il tanto atteso bip bip invase improvvisamente la camera e altrettanto improvvisamente scomparve dopo pochi secondi. Il piccolo apparecchio Geloso 555 registrava fruscio dalla notte prima, e il segnale tanto atteso era inchiodato su nastro magnetico! Alla storia consegnavamo lo straordinario documento. Abbiamo ancora in mente quel piccolo occhio magico verde che si stringeva e si allargava dandocene la conferma. Un grido, una sola parola “C’è!” e tutta la famiglia esultante si riversò nella camera da letto ad ascoltare quella sottile voce elettronica. Ricordiamo ancora le espressioni sui visi dei nostri genitori e sorelle. La sorpresa rese silenzioso papà, mamma esclamò: «Bravi ragazzi, ce l’avete fatta!», Maria Teresa disse: «Ma è questo?» Nessuno le diede retta. Elena guardò il cielo e ingenuamente ci chiese: «Ma non si vede?». Poi cadde il silenzio, rotto soltanto da quel fragile bip bip

Laika, la cagnetta tra le stelle

Era il 3 novembre 1957 e nello sterminato territorio dell’Unione Sovietica alcune grandi antenne ricevono per la prima volta dallo spazio i segnali di una vita biologica evoluta. A emetterli è il cuore di un cane dallo sguardo vivo e un po’ malinconico, che ogni 104 minuti compie il periplo della Terra a bordo di una capsula conica con una piccola cabina cilindrica pressurizzata, provvista di aria condizionata e riserve di ossigeno, cibo e acqua per una settimana.

Nella sua orbita di 225 per 1671 km di altezza,

Laika, questo è il nome con cui il cane passerà alla storia, attraversa quella frontiera che nessun essere vivente ha mai oltrepassato, e sperimenta le mille incognite di un volo spaziale: le fortissime accelerazioni del lancio, la vita in assenza di peso, il bombardamento di particelle, raggi cosmici e radiazioni ultraviolette al di fuori del filtro protettivo dell’atmosfera terrestre.

Dalle reazioni del suo organismo al volo spaziale, che vengono trasmesse in continuazione dallo Sputnik a Terra,

l’Urss deciderà se e quando inviare il primo uomo in orbita. Purtroppo per Laika si è trattato di un viaggio senza ritorno. Le tecnologie dell’epoca non rendevano ancora possibile organizzare il rientro dallo spazio. La fine di Laika venne accelerata con una letale dose di veleno, mentre lo Sputnik con il corpo della cagnetta ha orbitato attorno alla Terra ancora per quattro mesi, fino al 14 aprile 1958, quando la capsula è piombata nell’atmosfera disintegrandosi.