Coelum Astronomia 215 - 2017 - Page 74

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che la serata sarebbe stata rivoluzionata. Alla sorella maggiore Elena, letterata e filosofa, si illuminarono gli occhi sentendosi rapita e affascinata dal fatto che la Terra potesse avere un altro satellite e mixando tecnica e poesia ci stimolò nell’insperata probabilità di ascoltarne la presenza con le parole: «Ci sta chiamando dal cielo!» La piccola di casa, Maria Teresa, ascoltava in silenzio e di certo non poteva prevedere che alcuni anni dopo sarebbe stata una nostra importante collaboratrice.

La decisione fu presa e mio fratello ed io ci precipitammo sulla terrazza della casa sita al nono piano nel centro di Torino a due passi dalla

Mole Antonelliana, che era stata invasa dalle nostre antenne. Ci dirigemmo subito verso la più grande, che opportunamente modificata per una delle due frequenze sulle quali trasmetteva lo Sputnik, ci avrebbe forse permesso di stabilire un contatto radio con il piccolo satellite.

La modifiche riguardavano principalmente la lunghezza degli elementi in aggiunta ad altri interventi minori. Occorreva rapidamente decidere il da farsi, se modificarla o tentare di ricevere il segnale senza apportarvi varianti che i calcoli matematici consigliavano. Non si poteva perdere tempo in discussioni!

Dalla cerchia delle Alpi sulle cui cime più alte era già caduta la neve, soffiava un vento freddo, mentre sotto di noi la città iniziava a vivere la sua vita notturna.

In breve tempo l’antenna fu smontata, non senza difficoltà perché i bulloni erano arrugginiti, e tutti gli elementi in alluminio “anticorodal” appoggiati a terra; fatti i nostri calcoli capimmo che le modifiche dovevano essere apportate per avere qualche speranza in più di successo. In un angolo del terrazzo avevamo ciò che ci serviva per intervenire e verso l’una di notte la grande antenna rotante dal peso di tre quintali era stata rimontata. Una sommaria taratura perché il tempo stringeva e poi... tenere i ricevitori accesi.

Sopra e a destra. Due momenti di ascolto, in anni successivi, al Centro Radio Ascolto Spaziale “Torre Bert” nel Bunker sulla collina torinese.