Coelum Astronomia 215 - 2017 - Page 7

Il silenzio che ha seguito questi ultimi dati è stato il “non-segnale” che la sonda si era, come previsto, disintegrata nell’atmosfera. Emily Lakdawalla‏, da twitter, ha fatto notare come fosse inevitabile che la sonda si disintegrasse nell’atmosfera, non c’era modo che questa ultima fase “andasse storta”, al massimo la sonda poteva disintegrarsi prima del previsto, ma ormai era lanciata verso l’atmosfera del pianeta e le cose non sarebbero potute andare altrimenti. Gli ingegneri di missione, fino all’ultimo, hanno ripetuto seguendo le operazioni passo passo, il rituale mantra di quando in una missione “tutto va a meraviglia”: «everything is nominal».

«Questo è il capitolo conclusivo di una missione straordinaria, ma è anche un nuovo inizio», le parole sono di Thomas Zurbuchen, a capo della

direzione delle missioni scientifiche della Nasa. «La scoperta di Cassini di mondi con oceani sotterranei, come Titano ed Encelado cambia tutto, stravolgendo quella che pensavamo sarebbe stata la ricerca di luoghi potenzialmente adatti a ospitare la vita al di fuori dalla Terra».

E tutto è andato come doveva andare: i dati sono stati inviati fino all’ultimo byte, la telemetria è arrivata precisa e puntuale, con quell’ora e mezza di ritardo dovuto alle distanze, ma puntuale.

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Sopra. È stato pianificato che otto degli strumenti scientifici di Cassini rimanessero accesi durante il tuffo finale, inclusi il "Ion and neutral Mass Spectrometer" (INMS). Crediti: NASA/JPL-Caltech.

Sopra. "...e anche questo è Cassini! Questo è Cassini!" le parole di Thomas Zurbuchen, a capo della direzione delle missioni scientifiche della Nasa, nella diretta che ha seguito il finale della missione, celebrando tutte le persone che hanno lavorato e che continueranno a lavorare alla missione. Crediti: NASA/Joel Kowsky.