Coelum Astronomia 215 - 2017 - Page 69

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Lo Sputnik 1

Lo Sputnik 1 fu il primo satellite artificiale inviato dall’umanità in orbita terrestre, dando il via all’era dell’esplorazione spaziale. All'epoca, la notizia del lancio venne appresa dal mondo intero con grandissimo stupore e incredulità e i giornalisti di tutto il mondo, Stati Uniti compresi, non poterono che riconoscere nell'impresa compiuta dai russi, un indizio della superiorità tecnica sovietica. Era il 4 ottobre 1957.

In russo la parola Sputnik significa proprio "satellite" ma, letteralmente, può essere tradotto come "compagno di viaggio".

Il programma Sputnik dell'Unione Sovietica ebbe inizio nel 1948, quando gli scienziati e gli studiosi russi pensarono di adattare i missili militari tedeschi V2, recuperati alla fine della Seconda guerra mondiale, modificandoli opportunamente per trasformarli in vettori per il lancio di satelliti artificiali. L'annuncio del successo del lancio venne dato da Radio Mosca la notte tra il 4 e il 5 ottobre 1957: con il lancio dello Sputnik 1 l'Unione Sovietica prese in contropiede gli Stati Uniti, impegnati anch'essi nella preparazione per il lancio di un satellite.

Se confrontato agli odierni satelliti in orbita attorno alla Terra, lo Sputnik 1 aveva lineamenti ben più semplici: esso era costituito primariamente da una sfera pressurizzata di alluminio di 58 cm di diametro da cui si diramavano quattro antenne, lunghe circa 2,5 metri. All'interno del corpo trovavano posto due trasmittenti (su 20,005 MHz e 40,002 MHz) con una potenza complessiva di circa 1 Watt, una serie di batterie zinco-argento e un termometro.

Questi strumenti rimasero in funzione per 57 giorni, fino al 4 gennaio 1958, quando il satellite bruciò durante il rientro in atmosfera, dopo aver compiuto circa 1.400 orbite e 70.000.000 km.