Coelum Astronomia 215 - 2017 - Page 65

Sopra. La tabella propone un riepilogo dei parametri fisici e orbitali principali dei due pianeti extrasolari presi in esame dall’autore. I valori della massa e del raggio sono misurati rispettivamente in “masse gioviane” (MJ) e “raggi gioviani” (RJ), dove il pianeta Giove è stato preso come riferimento e avendo di conseguenza valori pari a 1 per entrambe le grandezze.

Sotto. La tabella mette a confronto i parametri principali delle stelle attorno cui orbitano i due pianeti extrasolari. Per facilitare la localizzazione sono state indicate le designazioni alternative e le coordinate celesti RA e Dec (J2000).

Questa prima curva di luce (figura a destra),

pur essendo piuttosto deludente, mi fece

capire che riprendere un transito di un pianeta extrasolare con la strumentazione in mio possesso era possibile! Nonostante la bassa risoluzione della curva è possibile notare, infatti, come la luminosità della stella sia ad

un certo punto diminuita. Questa variazione

era un segnale molto promettente del fatto

che cambiamenti di appena 0,015 magnitudini fossero registrabili dal CCD. Nonostante l’euforia per il successo della prova, rimaneva ancora da chiarire come migliorare, e di molto, la risoluzione della ripresa. Essa era stata condizionata dal fatto che la Luna si trovasse,

in quel periodo, a pochi giorni dal plenilunio e fosse sorta a metà della raccolta dati modificando la luminosità del cielo. Inoltre, alcune velature passarono ripetutamente davanti al campo ripreso. Questi fattori avevano contribuito molto alla poca accuratezza dei dati. Infine, ciò che maggiormente ha peggiorato il risultato, è stato l’errore di non aver ripreso né dark-frame né flat-frame, da sempre usati in astrofotografia per ridurre il rumore e i gradienti di fondo cielo causati da vignettatura e polvere. Tali frames di calibrazione sono determinanti in questo tipo di lavoro.

Stregato da quanto appreso durante la prima prova, decisi di ritentare con più attenzione il successivo 17 aprile. L’obiettivo scelto questa

volta fu HAT-P-44 b, un gioviano caldo che compie un’orbita completa intorno alla sua stella in poco meno di quattro giorni terrestri e mezzo. Anche in questo caso era presente la Luna che sorgeva nella seconda parte della nottata, ma decisi di tentare lo stesso. Poiché non possiedo una postazione fissa, devo ripetere l’allineamento della montatura ogni volta. Lo feci con molta più attenzione, mettendo il tutto anche maniacalmente in bolla. Scattai i flat e i dark e poi, puntando la stella designata, feci partire la raccolta dati e attesi. Malauguratamente, poco più di mezz’ora prima dalla fine della sessione, per un falso contatto, la montatura si spense, non

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