Coelum Astronomia 215 - 2017 - Page 51

longitudini sparse intorno al globo) ma soprattutto per l’effetto di scintillio della nostra atmosfera che oggi risulta incontrastabile su campi di vista così grandi da qualunque tecnologia esistente.

Il campo di vista di PLATO è pari a oltre 2200 gradi quadrati (ben 22 volte maggiore di quello di Kepler). Esso osserverà il cielo dal punto Lagrangiano L2, uno dei punti di equilibrio gravitazionale del sistema Terra-Sole. Abbastanza lontano perché Terra e Luna non costituiscano un intralcio osservativo, ma abbastanza vicino da poter garantire un collegamento radio efficace per il controllo e, soprattutto, per la trasmissione a terra dei dati raccolti.

D’altra parte se fosse stato posto in orbita bassa, dove volano la stazione spaziale o il telescopio Hubble, ad esempio, non sarebbe stato capace di

osservazioni ininterrotte per lungo periodo per via dell’ingombrante vicinanza del nostro meraviglioso pianeta.

Sopra. L’immagine mostra l’area del campo di vista di PLATO: oltre 2200 gradi quadrati (ben 22 volte maggiore di quello di Kepler).

Sotto. Uno spaccato che mostra la struttura interna di uno dei telescopi di PLATO. In particolare si nota: (A) una lente convessa garantisce un piano focale perfettamente piatto in modo da usare quattro rivelatori affiancati da 4500x4500 pixel ognuno; (B) una lente centrale in Fluoruro di Calcio che consente la correzione cromatica per un telescopio che deve funzionare dal blu fino

al vicinissimo infrarosso; (C) la prima lente, la cui superficie attiva è violentemente asferica per permettere il controllo delle aberrazioni per un campo di quasi 40 gradi di diametro; (D) la finestra di vetro resistente alle radiazioni impedisce ai protoni più energetici di raggiungere le

lenti interne in modo da limitare annerirsi dei vari elementi nel corso degli otto anni di durata della missione.

A

D

C

B

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