Coelum Astronomia 215 - 2017 - Page 50

Il progetto PLATO

Queste sono state le esigenze scientifiche che hanno guidato la progettazione di PLATO. Grande apertura e grande campo di vista, per un telescopio astronomico, sono due parametri che difficilmente si muovono all’unisono. Anche rimanendo nell’ambito di disegni ottici ideali, infatti, la possibilità di coprire grandi campi di vista richiede lunghezze focali modeste.

Idealmente la missione richiederebbe aperture dell’ordine del metro di diametro ma lunghezze focali circa 5 volte più piccole. Neppure i più arditi sistemi ottici riescono in questa missione impossibile.

Una delle possibili soluzioni, quella effettivamente adottata nella missione, consiste nel suddividere il telescopio in un numero relativamente grande di telescopi di piccola apertura ma di grande campo di vista. Questi sono combinati insieme e osservano simultaneamente in un’unica direzione, o quasi. Questa tecnica presenta anche una serie di vantaggi non indifferenti.

Innanzitutto, per l’osservazione di stelle brillanti, il flusso luminoso è distribuito tra molti rivelatori in modo da consentire un’escursione dinamica del flusso misurabile particolarmente ampio. Inoltre il sistema è robusto perché un rivelatore o un telescopio fuori uso non metterebbe a repentaglio l’intera missione, ma si limiterebbe a diminuirne le prestazioni di una frazione assai ridotta.

Naturalmente un simile strumento non riuscirebbe a essere efficace sulla Terra, non solo per l’alternarsi del giorno e della notte (un problema in linea di principio sormontabile costruendo una schiera di telescopi posti a

Sopra. Una foto di gruppo di parte del team PLATO. Da sinistra verso destra sono: Giampaolo Piotto, Maria Bergomi, Jacopo Farinato, Valentina Viotto, Isabella Pagano, Simonetta Chinellato, Roberto Ragazzoni, Luca Marafatto e Demetrio MagrinIn primo piano si può notare un prototipo dei telescopi ottici che equipaggeranno la sonda PLATO.

Sopra. Una foto di gruppo di parte del team PLATO con Maria Bergomi, Demetrio Magrin, Luca Marafatto, Isabella Pagano, Giampaolo Piotto, Roberto Ragazzoni e Valentina Viotto. In primo piano si può notare un prototipo dei telescopi ottici che equipaggeranno la sonda PLATO.

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