Coelum Astronomia 215 - 2017 - Page 49

Di fatto, senza la misura della massa non è possibile raggiungere la certezza che il transito osservato sia dovuto a un pianeta, e anche se lo fosse, nulla sapremmo della sua densità, per derivare la quale occorre conoscere la massa oltre che il raggio (ovvero il volume) del pianeta.

La densità è il parametro che ci fa distinguere tra un pianeta gassoso (come Giove o Saturno) e uno roccioso (come la Terra o Marte o Venere). Infatti, sebbene nel Sistema Solare i pianeti piccoli siano rocciosi e quelli grandi gassosi, attorno ad altre stelle sono stati trovati anche

pianeti piccoli e gassosi oppure grandi e rocciosi. Se siamo interessati a cercare pianeti potenzialmente abitabili, quelli gassosi sono di scarso interesse rispetto a quelli rocciosi, e la sola misura della dimensione del pianeta non è sufficiente a farci distinguere i due casi.

Per superare il limite in cui è occorso Kepler, serve poter fare la misura della massa di tutti i pianeti trovati con il metodo dei transiti. Quindi serve cercare pianeti indagando per prima cosa le stelle luminose. Poiché l’ambizione ultima è trovare e studiare i sistemi simili al nostro, occorre costruire uno strumento con la capacità di

raccogliere molta luce – per potere misurare le variazioni di luminosità generate dai pianeti il cui diametro sia relativamente piccolo – ma anche fornito di un grande campo di vista – in modo da poter osservare contemporaneamente una grande quantità di stelle relativamente brillanti – e posto in una posizione da cui il cielo sia accessibile ininterrottamente per periodi dell’ordine degli anni (il periodo orbitale della Terra è di 365 giorni, ma la Terra impiega solo 13 ore per transitare di fronte al Sole da un singolo punto di vista esterno).

Sopra. Il telescopio spaziale CoRoT. Crediti: ESA/CNES/D. Ducros

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