Coelum Astronomia 215 - 2017 - Page 47

HD 209458 b, chiamato non ufficialmente anche come Osiride è un pianeta extrasolare in orbita attorno alla stella HD 209458, una nana gialla simile al Sole, posta nella costellazione di Pegaso ad una distanza di circa 150 anni luce dalla Terra.

Il pianeta orbita ad una distanza di appena 7

milioni di chilometri dalla stella (circa 0,047 UA),

un ottavo della distanza orbitale di Mercurio attorno al Sole. Una tale vicinanza alla stella madre fa sì che un anno su questo pianeta equivalga a circa 3,5 giorni terrestri e che la sua temperatura superficiale sia pari a circa 1000 K. La massa del pianeta è 220 volte quella della Terra (circa 0,65 volte la massa di Giove), il che indica che si tratta quasi sicuramente di un gigante gassoso.

HD 209458 b costituisce una "pietra miliare" nella ricerca

dei pianeti extrasolari: è infatti

il primo esopianeta scoperto durante il suo transito sul disco della stella madre e il primo la cui atmosfera sia stata confermata e studiata direttamente mediante tecniche spettroscopiche.

ogni stella sia come il Sole e abbia almeno un pianeta che orbiti alla stessa distanza della Terra dal Sole (1 AU). Con semplici considerazioni geometriche è possibile mostrare che solo una stella su 200 mostrerà il transito planetario. Quindi per trovare almeno 10 di questi pianeti transitanti dovremmo osservare almeno 2000 di queste stelle. Perché la caccia di esopianeti fatta con la tecnica dei transiti sia fruttuosa è quindi necessario osservare molte stelle contemporaneamente.

Il primo pianeta di cui sia stato misurato un transito è HD 209458 b. Era il 1999 e il pianeta, un “hot-Jupiter”, era stato scoperto pochi mesi prima con il metodo delle velocità radiali. Il transito di un pianeta di questo tipo è osservabile anche con telescopi relativamente piccoli posti sulla Terra. Invece la ricerca di transiti planetari di pianeti piccoli in orbita attorno a stelle di tipo solare è realizzabile solo con strumenti posti nello spazio.

La diminuzione di luce dovuta al passaggio della Terra di fronte al Sole, vista dall’esterno del Sistema Solare, è pari a meno di 1 parte su 10000. Troppo flebile per poter essere visibile al di sotto della nostra turbolenta atmosfera. L’uso della tecnica dei transiti d’altra parte è un formidabile metodo d’indagine perché porta con sé un inerente effetto statistico: se le orbite degli esopianeti sono orientate casualmente (e non abbiamo alcuna evidenza che non lo siano) scoprendo un numero significativo di una certa classe di questi corpi celesti, da semplici considerazioni geometriche siamo in grado di dedurne la loro frequenza statistica in tutta la nostra Galassia.

HD 209458 b

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