Coelum Astronomia 215 - 2017 - Page 44

L’esistenza di pianeti come 51 Pegasi b, denominati “hot-Jupiter” o “Gioviani caldi”, era ritenuta impossibile a quel tempo, ma oggi sappiamo che ogni cento stelle simili al Sole ne esiste almeno una con un pianeta di questo tipo. Questa scoperta ha completamente azzerato ogni teoria precedente sulla formazione dei sistemi planetari basata sull’unico esempio disponibile fino ad allora, ovvero il Sistema Solare.

Nel ventennio successivo alla scoperta di 51 Pegasi b sono stati identificati più di 3.500 pianeti, in oltre 2.500 sistemi planetari di cui almeno 500 ospitanti più di un pianeta. La maggior parte dei pianeti scoperti ha massa tra 1 e 50 volte la massa della Terra, e orbita attorno a stelle simili al Sole con periodo di rivoluzione compreso tra qualche giorno e qualche mese. Nelle vicinanze del Sole, almeno metà delle stelle di tipo solare ha uno o più di questi pianeti. Tuttavia il numero di esopianeti conosciuti, per quanto sia considerevole, è molto inferiore del numero di stelle visibili a occhio nudo.

L’astronomia degli esopianeti rimane ancora, in termini di pura numerabilità, in una sorta di fase “pre-Galileiana” in cui dominano gli effetti di selezione osservativa che ci permettono di osservare solamente i pianeti “facili” da scoprire. Tra questi, ce ne sono che non hanno analogo nel Sistema Solare. Oltre gli hot-Jupiters, sono state scoperte anche le Super-­Terre (Super Earth in inglese), denominazione con cui gli astronomi indicano i pianeti di massa da 2 a 10 volte quella della Terra. Esiste quindi una grande diversità di pianeti e sistemi planetari, e paradossalmente sono proprio i sistemi planetari simili al Sistema Solare che mancano all’appello.

Infatti, i pianeti di dimensione terrestre, a oggi, sono stati scoperti solo attorno a stelle di piccola massa e a distanze tali da permettere una rivoluzione in periodi ben più corti del nostro anno solare. Quelli giganti, invece, sono stati scoperti o molto vicini alla stella – gli “hot-Jupiters” appunto – oppure in orbite ampie ma molto eccentriche, mentre nel Sistema Solare le orbite sono quasi circolari. Qualche pianeta gigante è stato osservato in ampie orbite circolari ma solo in sistemi planetari molto giovani, quindi ancora una volta diversi dal Sistema Solare. Anche in questo caso entra in gioco un effetto di selezione osservativa, perché questi pianeti sono

Sopra. Una rappresentazione artistica di una “Super Terra”. Si tratta di un pianeta extrasolare di massa compresa tra le 2 e le 10 volte quella terrestre: qui la vediamo messa a confronto con le dimensioni del nostro pianeta.

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