Coelum Astronomia 215 - 2017 - Page 42

Sopra. Rappresentazione di un pianeta extrasolare di tipo “Hot Jupiter”, un gigante gassoso posto a distanza ravvicinata dalla sua stella madre.

In un freddo pomeriggio parigino di fine gennaio del 2014, tre astronomi italiani che devono la loro reputazione professionale agli studi sul magnetismo stellare, gli ammassi globulari e all’ottica adattiva, attraversavano la Senna, preoccupati e con parecchie perplessità. Avevano speso diversi degli anni precedenti a contribuire alla progettazione di una delle missioni spaziali che era stata quel mattino presentata, assieme ad altre tre missioni in competizione, alla comunità scientifica riunita presso l’Istituto di Oceanografia di Parigi. Nei giorni seguenti, il comitato scientifico dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), sentiti diversi team di consulenza, avrebbe raccomandato, per la selezione finale, solo una delle quattro missioni, ognuna frutto di durissime selezioni precedenti.

La competizione era realmente aperta e i nostri tre, forse contagiati dall’uggiosità del fiume, malinconicamente temevano di essere giunti al termine di quella che, fino a quel giorno, era stata una coinvolgente avventura intellettuale e umana: il progetto PLATO, dedicato alla ricerca di pianeti di altre stelle, capace di esplorare e catalogare un enorme numero di sistemi planetari vicini, fornendo informazioni complete e dettagliate sulla tipologia dei pianeti presenti e sul loro stato evolutivo.

Che fosse il progetto giusto, destinato a rivoluzionare la nostra conoscenza nel campo dei mondi planetari al di fuori del nostro Sistema Solare, evidentemente, erano in molti a pensarlo visto che, alla fine, la missione selezionata a febbraio del 2014 fu proprio PLATO e ora, dopo una lunga fase di consolidamento, PLATO è stata finalmente inserita nel programma esecutivo dell’Agenzia Spaziale Europea lo scorso giugno 2017 per un lancio previsto nel 2025.

L’acronimo PLATO sta per PLAnetary Transit and stars Oscillations, nome che indica chiaramente il suo obiettivo: scoprire nuovi mondi misurando la diminuzione di una piccola quantità di luce stellare, che ha luogo quando un pianeta passa (transita) di fronte alla sua stella. Plato, in lingua inglese, è il nome del filosofo Platone, cui si deve il mito della caverna: il mito narra di alcuni prigionieri, relegati a vivere legati in un antro naturale, che possono ravvisare il mondo esterno senza mai vederlo direttamente, ma inferendolo esclusivamente dalle ombre di persone, oggetti e animali che casualmente si trovino “a transitare” tra la loro linea di vista e una serie di fuochi.

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