Coelum Astronomia 215 - 2017 - Page 39

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Sopra. Una bellissima immagine della corona solare, ripresa da Liborio Ribaudo, Marco Cardin e Stefano ottani (Associazione Astronomica Euganea, PD), in occasione dell’eclissi totale di Sole del 29 marzo 2006 a Sallum in Egitto.

sottoposto (un destino comune, del resto, a buona parte dei gioviani caldi). Gli astronomi pensano che, a causa del grande calore accumulato e trattenuto, 51 Pegasi b emetta un bagliore rossastro e che abbia un’atmosfera percorsa da nubi di silicati.

La questione del nome

Non c’è niente di più triste dei nomi convenzionali degli esopianeti: il nome della stella, seguito da una lettera alfabetica minuscola, a partire dalla ‘b’.

Per un oggetto di importanza storica come 51 Pegasi b, il primo pianeta extrasolare scoperto intorno a una stella di sequenza principale, ci voleva qualcosa di più di un nome convenzionale. A battezzare informalmente questo gioviano caldo con un nome meno asettico pensò uno degli autori dello studio che confermava la scoperta, Geoffrey Marcy, divenuto in seguito il più prolifico cacciatore di esopianeti in attività. Lo chiamò Bellerofonte, dal nome dell’eroe della mitologia greca che, cavalcando il cavallo alato Pegaso, sconfisse la mostruosa chimera.

Ma, alla fine del 2015, 51 Pegasi b ha ottenuto un vero e proprio nome ufficiale, sancito dalla IAU, l’Unione Astronomica Internazionale, al termine di un concorso che era partito nel 2014. Al concorso, nato per battezzare 15 stelle e 32 esopianeti, sono pervenuti alla fine oltre 573.000 voti validi. Nel caso di 51 Pegasi b e della sua stella, la IAU ha scelto le proposte formulate da un club astronomico di Lucerna, in Svizzera. Così, adesso 51 Pegasi b si chiama ufficialmente Dimidium, una parola latina che significa “metà”: il nome fa riferimento alla massa del pianeta, che è pari all’incirca alla metà di quella di Giove. La stella è stata chiamata invece Helvetios, dal nome latino della tribù celtica degli Elvezi, che abitava la Svizzera durante il Medioevo.

Un’ultima curiosità: al termine del concorso hanno ricevuto dei nomi propri anche la pulsar PSR 1257+12 e i suoi tre

pianeti, i primi in assoluto scoperti al di

fuori del sistema solare nella storia dell’astronomia. Come si addice a una stella morta, la pulsar è stata chiamata Lich, da una parola dell’inglese antico che significa “cadavere” e che, nell’immaginario fantasy moderno, indica una creatura non-morta dotata di poteri magici. I tre pianeti, invece, sono stati chiamati rispettivamente Draugr, Poltergeist e Phobetor, altri tre nomi che hanno a che fare con creature e fenomeni che sfidano la morte e le leggi fisiche.

Sotto. L’eroe Bellerofonte cavalca il cavallo alato Pegaso. Illustrazione di Mary Hamilton Frye (1905 circa)