Coelum Astronomia 215 - 2017 - Page 38

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poca distanza è 480 volte maggiore dell’irradiazione solare a cui è esposta la Terra. Ciò dà un’idea di quale inferno di calore avviluppi questo pianeta, la cui temperatura è stimata in quasi 1.300 K.

Per quanto riguarda la massa di 51 Pegasi b, la misurazione della velocità radiale della stella permette di stabilirne solo il limite inferiore, che è di circa 0,45 masse gioviane (143 volte la massa della Terra), se l’orbita è inclinata di 90 gradi rispetto al nostro punto di vista. In realtà non conosciamo l’esatta inclinazione dell’orbita del pianeta rispetto alla Terra. A proposito della massa e dell’inclinazione, però, sono stati fatti di recente degli importanti passi in avanti. In uno studio pubblicato ad aprile 2015 su Astronomy & Astrophysics, J. H. C. Martins e gli altri 13 autori spiegano infatti di essere riusciti per la prima volta, grazie a una sofisticata procedura di elaborazione dei dati, a rilevare la luce riflessa di 51 Pegasi b negli spettri ad alta risoluzione della stella, acquisiti nel 2013 con lo spettroscopio HARPS del telescopio da 3,6 metri dell’ESO in Cile.

Ciò ha permesso loro di ottenere delle informazioni più precise sul pianeta. Innanzitutto hanno potuto determinare la velocità orbitale di 51 Pegasi b, che è risultata di 132 km/s. Da questo dato, combinato con la massa della stella, stimata in 1,04 masse solari, hanno poi derivato la massa reale del pianeta. Il valore ottenuto è stato di 0,46 masse gioviane con un’incertezza di 0,06 in più e 0,01 in meno. Si tratta di un valore molto vicino alla massa minima di 0,45 masse gioviane, derivata dal solo calcolo della velocità radiale della stella. Ciò pone un vincolo sull’inclinazione dell’orbita di 51 Pegasi b rispetto all’osservatore terrestre, che gli autori hanno così potuto finalmente definire in 80 gradi, con un’incertezza di 10 gradi in più e 19 in meno.

In base al rapporto tra il flusso della luce stellare e l’intensità della luce riflessa attribuita al pianeta, i ricercatori hanno potuto infine stabilire dei limiti approssimativi anche sulle dimensioni di 51 Pegasi b, basati su assunzioni ragionevoli circa la sua albedo (cioè la capacità di riflettere la luce proveniente dalla stella). È risultato che, per una albedo di 0,66, il raggio del pianeta è di 1,6 ± 0,2 raggi gioviani, mentre per una albedo pari a 0,5, il raggio aumenta fino a 1,9 ± 0,3 raggi gioviani. Insomma, meno riflettente è il pianeta, maggiore è il suo raggio.

In conclusione, 51 Pegasi b è con molta probabilità un gigante gassoso molto più grande di Giove, ma anche molto meno denso, avendo una massa pari a meno della metà di quella del nostro pianeta gigante. I suoi strati esterni sono probabilmente gonfi ed estremamente rarefatti, in virtù della tremenda irradiazione a cui il pianeta è

A sinistra. Il telescopio nazionale Galileo (TNG) è un telescopio di 3,58 metri di diametro situato sulla sommità dell'isola di La Palma (Canarie). Dal 2012 esso ospita al suo interno lo strumento HARPS-N (acronimo in inglese di High Accuracy Radial velocity Planet Searcher for the Northern emisphere) che è uno spettrografo di grande precisione il cui obiettivo scientifico principale è la scoperta e caratterizzazione di pianeti extrasolari di taglia terrestre sfruttando proprio il metodo della velocità radiale.