Coelum Astronomia 215 - 2017 - Page 28

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Coelum Astronomia

I tre pianeti della pulsar

Sopra. Rappresentazione artistica della pulsar PSR B1257+12 e del suo insolito sistema planetario. L’aurora visibile sul polo nord del pianeta in primo piano è un possibile effetto della pioggia di radiazioni a cui sono esposti quei pianeti, causata dal potentissimo campo magnetico rotante della pulsar.

Crediti: NASA/JPL-Caltech.

Ma torniamo per un momento alla precisazione iniziale: il primo esopianeta in orbita intorno a una stella di sequenza principale. Il fatto è che 51 Pegasi b non è stato il primo pianeta extrasolare in assoluto a essere stato scoperto. Cinque anni prima, nell’ormai lontano 1990, l’astronomo polacco Aleksander Wolszczan aveva già annunciato la scoperta di due corpi di massa planetaria, più un terzo in attesa di conferma. I tre pianeti orbitavano però non una stella di sequenza principale come il Sole, ma una stella morta. Si trattava della pulsar PSR B1257+12, situata a circa 2.300 anni luce dalla Terra nella costellazione della Vergine. Le pulsar sono stelle di neutroni in rapida rotazione, i resti superdensi di astri di grande massa esplosi come supernovae. I tre pianeti intorno a quella pulsar — l’esistenza del terzo fu confermata nel 1994 — furono scoperti in base alle lievi anomalie temporali riscontrate nella pulsazione ritmica prodotta dalla rotazione della stella di neutroni. Le anomalie erano state rilevate con il radiotelescopio più grande del mondo: la parabola da 305 metri di Arecibo, nell’isola di Portorico. La descrizione della scoperta fu riportata in un famoso articolo pubblicato su Nature a gennaio del 1992.