Coelum Astronomia 215 - 2017 - Page 147

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perpendicolari fra loro, mentre alcuni segmenti di questi solchi proseguono anche all'esterno del cratere in direzione sud-sudest. Hevelius fa coppia con Cavalerius, un cratere situato immediatamente a nord il cui diametro è di 60 km contornato da pareti alte 3900 metri, terrazzate e sormontate da lunghe linee di cresta. Anche sul fondo di Cavalerius è possibile osservare linee di cresta e vari rilievi collinari oltre a un modesto sistema montuoso in posizione centrale. Da segnalare inoltre immediatamente a sud di Hevelius il cratere Lohrmann con diametro di

32 km.

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I nomi e i riferimenti storici

Cratere Grimaldi: Nel 1651 Riccioli dedicò questa formazione lunare all'astronomo e fisico italiano Francesco Grimaldi (1618-1663), che realizzò una mappa della Luna utilizzata nel 1651 dal Riccioli. Questo cratere è stato sede di numerosi fenomeni lunari transienti, con avvistamenti di lampi di luce e probabili emissioni gassose. Le sonde in orbita lunare rilevarono la presenza di una concentrazione di massa (Mascon) sotto la superficie di Grimaldi.

Cratere Riccioli: Nome assegnato da Grimaldi nel 1651 a Giovanni Battista Riccioli (1598-1671) geografo e astronomo italiano, si interessò di selenografia sostituendone la precedente nomenclatura assegnata da Van Langren e da Hevelius. Fu inoltre autore nel 1651 di Almagestum novum e nel 1665 di Astronomia reformata.

Cratere Schluter: Denominazione assegnata da Arthur Whitaker nel 1963 dedicata all'astronomo tedesco Heinrich Schluter (1815-1844).

Cratere Hevelius: Nome assegnato dal Riccioli nel 1651 dedicato a Johannes Hevel o Havelke detto Hevelius (1611-1687), astronomo tedesco che nel 1647 pubblicò la prima carta lunare (Selenographia).

Cratere Ptolemaeus: Denominazione assegnata nel 1651 da Riccioli dedicata a Claudio Tolomeo (II secolo d.C.) matematico, astronomo e geografo greco.

A sinistra. Cratere Hevelius.

Nella pagina precedente: i crateri Grimaldi e Hevelius.