Coelum Astronomia 215 - 2017 - Page 10

Oceani alieni nell’occhio

del James Webb

di Fabio Gironi - Media INAF

Il James Webb Space Telescope, che tra poco più di un anno andrà a occupare la sua posizione al punto di Lagrange L2, sarà richiestissimo dagli astronomi, interessati a osservare oggetti estremamente lontani, grazie alla sua risoluzione di gran lunga maggiore di quella del suo predecessore, il venerabile Telescopio Spaziale Hubble.

Tra i primi oggetti presi in esame dal nuovo telescopio ci saranno due lune del nostro “vicinato spaziale”, Europa ed Encelado.

Il James Webb è infatti dotato di sensori infrarossi particolarmente indicati per l’esame dei geyser che emergono da spaccature sulla superficie di Encelado e di Europa, e che si estendono per centinaia di chilometri verso il vuoto dello spazio. L’analisi dei composti chimici presenti nei materiali eiettati in questo modo ci darà un’idea più dettagliata della composizione degli oceani sotterranei delle due lune, composti da acqua allo stato liquido grazie alle forze gravitazionali che riscaldano l’interno di questi corpi celesti.

Un team di ricercatori, guidato da Geronimo Villanueva, esperto di scienze planetarie al Goddard Space Flight Center della Nasa (Maryland), utilizzerà la near-infrared camera (NirCam) montata sul James Webb per ottenere immagini ad alta risoluzione della superficie di Europa (la più vicina delle due lune) al fine di individuare zone calde che indichino attività geologica. Laddove vengano trovati geyser, questi saranno sottoposti ad analisi spettrografica grazie

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Sopra. Le "Ocean Moons" Europa e Encelado, riprese rispettivamente dalla sonda Galileo e dalla Cassini.

Crediti: NASA/ESA/JPL-Caltech/SETI Institute.