Coelum Astronomia 214 - 2017 - Page 94

dall’asse del campo magnetico a completare una rotazione intera. Nel caso di Giove, ciò è relativamente semplice, visto che il campo magnetico è inclinato di una decina di gradi rispetto all’asse di rotazione del pianeta stesso e appare dunque eseguire ampie oscillazioni. L’inclinazione del campo magnetico di Saturno, al contrario, è molto più impercettibile, se non quasi del tutto nulla: ciò complica enormemente questo genere di misurazioni, ed è una delle ragioni per cui, in verità, la durata di un giorno su Saturno rimane tutt’oggi un mistero. Gli scienziati sono riusciti a individuare una periodicità di 10 ore e 47 minuti nei dati raccolti dal magnetometro di Cassini; tuttavia, questo dato sembra variare da emisfero a emisfero e da stagione a stagione.

Il passaggio seguente attraverso il piano orbitale degli anelli è avvenuto alle 20:55 del 25 luglio, quando Cassini si è portata a 2810 chilometri dal livello di 1 bar; le osservazioni eseguite comprendono lo studio dei fulmini atmosferici e ulteriori misurazioni di natura magnetica.

Nell’arco delle due orbite successive, che sono culminate in altrettanti passaggi attraverso il piano degli anelli il 1° e il 7 agosto, Cassini si è dedicata perlopiù allo studio delle aurore di Saturno, ma ha dato anche un’ultima occhiata ad alcune delle lune. In particolare, la sonda ha cercato di rilevare cambiamenti nelle nuvole di Titano, ha rifinito i parametri orbitali della piccola Kiviuq e ha avuto un’ultima opportunità per misurare la temperatura nei pressi del polo sud di Encelado con il suo spettrometro CIRS.

Concluse queste orbite, Cassini ha potuto inaugurare le sue ultime cinque rivoluzioni intorno a Saturno. Vista la loro particolarità, sia tecnica che scientifica, queste ultime cinque traiettorie costituiscono, in un certo senso, un capitolo a sé in questo già atipico finale di missione.

Durante la quintultima orbita, la numero 288 attorno a Saturno dall’inizio della missione, Cassini si è portata per la prima volta al di sotto di 62 mila chilometri dal centro del pianeta, ovvero ad appena 1710 chilometri dal fatidico livello di 1 bar. In questa e nelle quattro orbite seguenti, Cassini ha brevemente transitato attraverso le regioni esterne dell’atmosfera visibile del pianeta, lambendo le nubi più alte, tanto che il sistema di

Sopra. Cassini incontra Titano per l’ultima volta. Crediti: NASA-JPL-Caltech.

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